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Crema, no all'acquisto delle
quote di Padania Acque
Fissati tempi per gara rifiuti

I sindaci cremaschi riuniti nella sede di Scrp (Società cremasca reti e patrimonio) hanno deciso di non avvalersi del diritto di opzione per l’ acquisto del 4% di azioni di Padania Acque. Solo 7 comuni su 48 hanno deliberato a favore. Fissati anche i tempi per la gara sui rifiuti che slitta a maggio 2017

L’acquisto del 4% delle azioni di Padania Acque da parte dei Comuni del Cremasco arriva sul tavolo di Scrp a cui era stato affidato l’ incarico dai sindaci di procedere con l ‘operazione.

E’ toccato al presidente di Scrp Pietro Moro bloccare l’iter di acquisto delle azioni di Padania Acque per un valore di  in quanto su 48 Comuni del cremasco solo 7 soci di Scrp avevano deliberato per ricomprare le quote, lasciate nel 2013 alla società quando gli era stato affidato il servizio idrico integrato.

Il presidente Moro ha dovuto constatare che essendo i comuni favorevoli meno del 20% non si poteva esercitare il diritto di opzione di acquisto deliberato precedentemente. Di fronte ad una maggioranza così ampia di sindaci che si è espressa per il no, quasi l’80%, tra questi molti appartenenti al centrodestra, le accuse lanciate dai consiglieri comunali d’opposizione di Crema, Simone Beretta e Laura Zanibelli, che parlavano di sottomissione del Cremasco a Cremona, sono state rimandate al mittente e la discussione che ne è seguita ha smorzato i toni accesi dei giorni precedenti.

Si è dichiarato rammaricato Gianni Rossoni, uno dei comuni favorevole ad esercitare l’opzione di acquisto. Secondo il sindaco di Offanengo l’acquisto del 4% di azioni di Padania Acque da parte di Scrp avrebbe permesso ai Comuni del Cremasco di detenere più del 33% all’interno del Cda e quindi di avere un peso maggiore nella compagine amministrativa. Una retromarcia, quella dei sindaci, che a luglio si erano espressi diversamente che non premia una visione territoriale su cui ci si era spesi.

Di altro tenore l’intervento di Stefania Bonaldi, sindaco di Crema, che ha sostenuto le ragioni della maggioranza dei sindaci spiegando che l’entrata in vigore del decreto Madia prevede che la società pubblica che chiede il riacquisto delle azioni supporti con motivazioni valide. In questo caso può essere una ragione valida sostenere che l’acquisto venga fatto per avere un peso politico maggiore rispetto a Cremona e o al Casalasco.

La risposta è stata data dalla maggioranza dei sindaci che preferiscono indirizzare il 1 milione e 600 mila euro destinati all’acquisto delle quote ad altri progetti più utili per il territorio.

Al termine dell’assemblea si è deliberato anche sulla gara riguardo l’igiene urbana, ferma da tempo. Si è dato incarico ad Scrp di portare a termine l’appalto con tempi e scadenze ben definite.

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