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Bonaldi, cambio su azioni
Padania Acque; centrodestra:
'Ancora succubi di Cremona'

Un cambio di indirizzo ingiustificato e, a detta del centrodestra cittadino voluta dal Pd cremonese, nella gestione dei rapporti tra Comune e Padania Acque.

“Una giravolta penosa del sindaco Stefania Bonaldi, che ha permesso così al Pd di ridicolizzare l’incolpevole presidente di Scrp Pietro Moro“, hanno detto Laura Zanibelli e Simone Beretta.

“La Bonaldi ha rinnegato la volontà già espressa dai sindaci a luglio di esercitare il diritto di opzione per riacquistare le azioni depositate a tempo in Padania Acque Gestioni”, accusano le minoranze (salvo la Lega Nord). E se l’operazione, come affermato dai due consiglieri di centrodestra, è ancora perseguibile dopo la di fusione Lgh-A2a, “c’è da chiedersi come mai il sindaco abbia cambiato idea dopo soli 3 mesi. Questi amministratori fanno davvero l’interesse del territorio o sono chiamati a ratificare decisioni prese negli scantinati del Partito Democratico?”.

I consiglieri di Forza Italia e Ncd ricordano che la Bonaldi avesse più volte sostenuto la necessita di riacquistare le azioni di Padania Acque, per rimarcare l’importanza del Cremasco nella società.

Duro anche l’intervento di Beretta: “Questo sindaco non è in grado di creare alcuna leadership. In un solo mandato ha smontato tutto quello che altri hanno costruito con 50 anni di fatiche”. I numeri parlano chiaro, secondo Beretta, che sottolinea: “Deteniamo, tramite Scrp, il 32% e saremmo potuti arrivare al 36, forse anche al 40% dopo che le quote della Provincia potrebbero essere dismesse. Ma a quanto pare a questa Amministrazione non interessa, e i cremaschi sappiano che grazie a queste mosse la tariffa pubblica dell’acqua proseguirà il proprio incremento”.

“La Bonaldi si è appellata a cavilli legali improbabili, citando la Legge Madia o lo statuto di Padania Acque, in barba alle delibere già prese, per altro, da altri Consigli comunali. E se Crema, che è il Comune capofila del Cremasco, rinuncia, come potrebbero tentare quelli più piccoli?”.

In sostanza la colpa sarebbe da demandare al Pd cremonese, almeno per la maggior parte, che tende a sovrastare il cremasco e “anche questa volta, come per il Tribunale e la riorganizzazione scolastica, è riuscito a ridurre il potere decisionale del nostro territorio”. “Il Pd porta questo sindaco a fare errori macroscopici – ha aggiunto Beretta – Stanno svendendo il cremasco per ragioni partitiche ed elettorali”.

I consiglieri coinvolti (oltre a Beretta e Zanibelli anche Antonio Agazzi e Tino Arpni) hanno chiesto e ottenuto l’immediata convocazione della Commissione Garanzia; “il sindaco deve dare ragione del suo cambio di idea, avvenuto in soli 3 mesi e senza consultare il Consiglio, che data l’importanza della partita avrà ricadute economiche ed ambientali sul nostro territorio. C’è da aggiungere che con questa operazione si rischia di vanificare anche il futuro di Scrp”.

Ambra Bellandi

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