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Rosato: 'Il referendum
è una opportunità
per muovere l'Italia'

Velocità e semplificazione dell'iter legislativo, tagli alla Politica, dignità al Parlamento. In poche parole un modo per 'sbloccare' l'Italia. Questi i punti cardine, riguardo la riforma costituzionale, che ieri sera Ettore Rosato ha spiegato prima a Crema e poi a Pandino.

“Il referendum è un’occasione straordinaria: l’Italia ha la possibilità di mettere in pratica una riforma della quale si discute da trent’anni, maturata con difficoltà. E se questa riforma sarà attuata il merito non sarà né di Matteo Renzi né del Pd, ma degli italiani, dei cittadini che hanno deciso di cambiare la politica”. Ha esordito così Ettore Rosato, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati, ieri in conferenza stampa.

“Questa riforma è stata scritta con forze politiche diverse. E’ perfetta? Certamente no. Come tutto a questo mondo, è perfettibile. E infatti non deve essere vista come un risultato finale, bensì come un punto di partenza da cui muovere per migliorare le cose”.

Rosato è entrato nel dettaglio della riforma, spiegandone i punti in maniera semplice: “Aumenterà la partecipazione attiva dei cittadini alla vita politica, si taglieranno costi importanti, come quello del Cnel, migliorerà l’efficienza del sistema politico che sarà più rapido e semplice, dando così stabilità al Paese”.

Ma soprattutto, secondo il capogruppo Pd, la riforma darà nuovamente al Senato la propria dignità: “Ora, quando c’è da approvare una Legge, l’ago della bilancia è la Camera. Il Senato non ha alcun potere decisionale e la Legge continua a fare una spola infinita tra i due. Noi siamo convinti – ha proseguito Rosato – che i tempi della politica debbano essere quelli dei cittadini”. Il deputato ha poi portato l’esempio della Legge sui piccoli Comuni: “E’ la quarta colta che l’approviamo. La quarta in quattro legislature differenti, senza neppure troppi cambiamenti al testo. E’ questo che deve cambiare: il Parlamento deve legiferare con tempi certi”.

L’Italia ha avuto 63 Governi in 70 anni di Repubblica “La Germania, nello stesso tempo, 24. Il nostro Paese ha bisogno di stabilità e non potremo mai raggiungerla se non ci muoveremo in qualche direzione”. Il capogruppo del Pd ha rimarcato anche la necessità dell’Italia di modernizzarsi, di smuovere quella che è la vecchia politica, per uscire dalla riforma “con una Repubblica più forte”.

“Abbiamo una Costituzione composta da due parti – ha spiegato Rosato – La prima è pura poesia, intrisa di valori che saranno perfetti anche tra mille anni. La seconda è stata scritta con le giustificate paure del 1947, ed è su quella che andremo ad intervenire”. La seconda parte della Carta Costituzionale italiana è stata scritta dai Padri Costituenti in modo che nessuno avesse realmente il potere di decidere: si usciva dall’epoca fascista e i timori erano comprensibili. “Quell’epoca è passata, ed è ora di fare il passo che già molti altri Paesi d’Europa hanno compiuto da tempo: superare il bicameralismo perfetto”.

Questo referendum, secondo Rosato, non va vissuto come una battaglia del Pd, né tanto meno del premier Renzi, “Se questa riforma verrà messa in atto sarà un successo di e per tutti. Ogni Governo negli ultimi decenni ha detto ‘Attueremo la riforma costituzionale’, nessuno mai l’ha fatto. Ora i tempi sono maturi”.

“Quale che sarà l’esito del referendum – ha concluso Rosato – non ci sveglieremo il giorno seguente allo stesso modo. Sono certo che i cittadini abbiano voglia di informarsi e che capiranno quanto sia giunta l’ora di muovere l’Italia”.

Il Pd cremasco e cremonese ha messo in campo diverse iniziative, come ha ricordato il segretario provinciale Matteo Piloni; una su tutte è la presenza di Maria Elena Boschi a Crema l’11 novembre, alle 18, al Multisala Portanova.

Ambra Bellandi

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