Cronaca
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Scuola, le proposte diventano 4. Frattura insanabile Crema-Cremona

La frattura tra Cremona e Crema sul tema del dimensionamento scolastico sembra ormai insanabile. Neppure l’estremo tentativo di mediazione messo in campo oggi pomeriggio al tavolo di confronto è servito a sistemare la situazione. Anzi, le proposte in campo sono aumentate, diventando quattro. Così toccherà al vice presidente della Provincia Davide Viola tentare l’ultimo estremo tentativo di mediazione, domani pomeriggio in Consiglio provinciale, quando sarà necessario prendere una decisione definitiva, oppure dare forfait e passare la palla alla Regione.

Un braccio di ferro, quello tra Cremonese e Cremasco, che rischia di provocare non pochi problemi. “Non abbiamo trovato alcuna sintesi” commenta il vice sindaco di Cremona Maura Ruggeri. Il nodo centrale il problema è lo Stanga. Da un lato i cremaschi che vogliono la divisione delle due sedi, Cremonese e Cremasca, dall’altro la richiesta di Cremona di mantenere unita la scuola, anche per una questione di filiera.

Una delle ipotesi messe in campo è quella corrispondente alla delibera di indirizzo presentata a maggio dal consiglio provinciale ma poi non votata, e che è quella più semplice e che va a modificare le cose il meno possibile: il Munari sede associata di Cremona andrebbe insieme allo Stradivari, risolvendo il problema dimensionale di quest’ultimo, mentre il Munari Cremasco andrebbe con il Marazzi. L’Apc andrebbe invece con l’Itis. Lo Stanga in questo caso non si toccherebbe.

La seconda ipotesi prevede la revisione della proposta di Viola di lunedì, con lo Stanga unito, ma se sul versante Cremonese l’Apc si fonderebbe con il Torriani, sul versante Cremasco ci sarebbe un accorpamento del Marazzi con lo Stanga. Resterebbe inalterata l’ipotesi del Munari con lo Stradivari a Cremona, mentre a Crema il Munari andrebbe con lo Sraffa.

Con la terza proposta, sempre partendo da uno Stanga unito, il versante Cremonese vedrebbe il Munari sede associata di Cremona insieme allo Stradivari e l’Apc insieme all’Itis, mentre su quello Cremasco il Munari andrebbe accorpato allo scientifico.

C’è poi una quarta proposta, di Attilio Galmozzi, che prevederebbe a Cremona l’aggregazione di Apc con Itis Torriani, Munari con Stradivari, Stanga con Einaudi, che ha un ramo di ristorazione. Sul Cremasco invece ci sarebbe il Munari insieme all’indirizzo moda del Marazzi e con l’indirizzo grafico dello Sraffa. Il resto dello Sraffa, andrebbe accorpato alla parte meccanica del Marazzi e allo Stanga, per realizzare un filone agromeccanico.

Il vero problema riguarda soprattutto quello che si rischia di perdere: la mancanza di un accordo sulla partita dello Stanga, ha infatti messo in stop anche i provvedimenti che riguardano le altre scuole, e sui quali ci sarebbe già un’intesa. Preoccupa più di tutto la situazione della scuola di liuteria Stradivari, che con i suoi 400 alunni è pesantemente sottodimensionata e che in assenza di una decisione potrebbe avere problemi.

Preoccupazione da parte del vice sindaco Ruggeri, che auspica al fatto che “rinunciando ognuno a qualcosa si trovi una soluzione che sia rispettosa del buon senso e delle identità delle scuole. La nostra preoccupazione rispetto allo Stanga dipende dal fatto che andarlo a dividere crea delle criticità tali che invece di risolvere i problemi si vanno a incrementare. Basti pensare che la casearia di Pandino per decreto ministeriale è legato a Cremona, senza contare il problema della gestione delle aziende”.

Ora non resta che attendere gli esiti del consiglio provinciale di domani, che si preannuncia tutt’altro che pacifico e durante il quale il vice presidente Viola dovrà tentare l’ultimo disperato tentativo di mediazione.

Laura Bosio

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