Cronaca

Migranti a Madignano, Anelli: 'Per l'integrazione è necessario comunicare'

Sono passati due mesi e mezzo dall’arrivo dei migranti a Madignano e l’attenzione mediatica sulla questione pare essersi calmata. Invece, il lavoro che Chiara Anelli ha intrapreso con i ragazzi richiedenti asilo è appena iniziato.

Chiara, 29enne originaria del paese, ha vissuto a lungo all’estero e, tornata, ha trovato un trambusto generale tra il comitato che chiedeva a gran voce lo sgombero, l’Amministrazione che deve rendere comunque conto alla Prefettura, l’associazione che si occupa dei migranti e i cittadini.

“Per integrare è necessario creare comunicazione – ha detto Chiara – Questo, da volontaria, è il mio obiettivo: Far sì che Amministrazione, associazioni, parrocchia, cittadini, volontari e migranti, riescano a dialogare”.

20161019_155953Oggi nello stabile vivono una ventina di ragazzi: hanno quasi tutto ciò che serve loro per vivere dignitosamente, seguono le lezioni di italiano tre volte a settimana e, grazie alle competenze di Roberto Bianchessi, mediatore linguistico appena assunto dall’associazione Marvelli, riescono ad apprendere più velocemente.

“Li sto conoscendo proprio in questi giorni – ha spiegato Roberto – Con Chiara abbiamo pensato di creare una scheda per ognuno di loro, con i dati anagrafici, il Paese di provenienza, le motivazioni che li hanno spinti a venire qui, il lavoro che facevano prima, gli interessi e i sogni che hanno. In questo modo – ha continuato – sarà più semplice, con il tempo, inserirli nella società”.

I ragazzi, che provengono da Gambia, Nigeria, Senegal, Ghana, Guinea e Burkina Faso, possono contare sull’aiuto di cinque volontari che si preoccupano di non far mancare loro nulla, da un saluto mattutino al supporto per i problemi casalinghi. “Tra noi c’è chi va a fare colazione con loro, chi, come Anna, che ha 70 anni e parla perfettamente l’inglese, passa qui interi pomeriggi a chiacchierare, chi invece come Greta cerca di distrarli con giochi e laboratori”, ha proseguito Chiara.

“Hanno trascorso l’estate prevalentemente in oratorio, giocando a calcio o comunque praticando un po’ di sport. Ora che la stagione fredda è arrivata vorremmo dialogare con la polisportiva del paese, proponendo di far utilizzare i campi coperti ai ragazzi in cambio di piccoli lavori di manutenzione e pulizia gratuiti”. Il cammino è lungo, ma Chiara e Roberto non si scoraggiano e, un giorno per volta, mettono un mattoncino per creare un ponte tra i ragazzi e il mondo che li circonda.

“La scorsa settimana ho pensato di spiegargli i loro diritti e doveri traducendo la normativa che riguarda i migranti, ho detto loro quali sono i diritti e i doveri degli stranieri in Italia, e hanno apprezzato molto. Stiamo anche cercando – ha continuato la volontaria – di responsabilizzarli verso la casa perché la tengano in ordine e pulita tutti insieme, anche per favorire la coesione tra loro”.

Intanto i ragazzi hanno imparato a dire perfettamente “Ciao, come stai?”. “Salutano tutti, cercano di stringere relazioni, ma se dall’altra parte c’è un muro, diventa impossibile. Servono persone che mettano a disposizione energie e tempo per fare davvero integrazione”.

“Avremmo anche bisogno di altre piccole cose – ha concluso Roberto – come per esempio una lavagna per le lezioni di italiano, vestiti, meglio se pesanti perché ora arriva il freddo. Anche dei giochi in scatola che non vengono più usati ci farebbero comodo e i libri, così i ragazzi potranno imparare più velocemente la lingua”. Insomma, tutto quello che potrebbe trasformare lo stabile in una vera e propria casa.

Chi volesse maggiori informazioni può contattare Roberto al numero 3392586533.

Ambra Bellandi

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