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Agazzi sul caso Fondazione:
'Complimenti' alla Bonaldi
per le scelte azzeccate'

da Antonio Agazzi - Capo Gruppo di ‘Servire il cittadino’ in Comune a Crema

Non passa il bilancio della Fondazione San Domenico. Baronio vota contro, Lazzari si astiene e si dimette. Mai visto un caos simile alla Fondazione San Domenico: “complimenti” a Stefania Bonaldi e al PD, nomine “azzeccate”…

E’ il caso di dire…”c’eravamo tanto amati”: questa, infatti, è la situazione che vivevano, da tempo, i componenti del Cda della Fondazione San Domenico, con i tre membri nominati dal Consiglio Comunale l’un contro l’altro armati.

A condurre la Fondazione su una “strada” evidentemente sbagliata, anzi in un “vicolo cieco”, sono state le nomine “lungimiranti” del sindaco Bonaldi e del PD: errata la scelta, da parte del Sindaco, del Presidente Peppino Strada – giudicato troppo ‘solista’ – o quella dei due Consiglieri – Fausto Lazzari (Rifondazione Comunista) e Domenico Baronio (M5S) – considerati troppo ‘tecnici’ per fare gli amministratori? Si, perché la Scuola di Musica ha un suo direttore, esattamente come il teatro ha un suo consulente artistico; quindi gli amministratori dovrebbero avere un ruolo, uno sguardo, delle funzioni differenti.

Un dato è incontrovertibile: è una crisi inedita, per la Fondazione, da cui è stato estromesso il centro-destra, tutta interna al centro-sinistra e ai rapporti che il medesimo ha tentato di intavolare con il M5S. Ora la corda si è spezzata, essendo andati Lazzari e Baronio fino in fondo. Infatti, con due rappresentanti del Comune su tre che non hanno approvato il bilancio, il medesimo non è passato, come da Statuto.

Adesso che succederà? Andremo allo scioglimento prematuro del Cda, e al suo conseguente rinnovo? Si continuerà a estromettere il centro-destra, come è accaduto non solo al San Domenico ma anche in seno al Cda della Fondazione Benefattori Cremaschi? Verrà riproposto lo stesso presidente e adottato lo stesso discutibile metodo di non condivisione con la minoranza consiliare della figura chiamata a gestire quello che è, ormai, il vero ‘polo culturale’ della città e del territorio? Oppure interverrà la nomina di un Commissario esterno, da parte del sindaco, sempre che sia una procedura formalmente percorribile?

In ogni caso, la Fondazione San Domenico – questo è il dato saliente – è ‘in panne’, bloccata, a causa della politica. E ciò accade perché i nodi vengono sempre al pettine: al riguardo, Bonaldi e il PD, non hanno altro da fare che recitare il ‘mea culpa’ per le criticità che loro stessi hanno ingenerato.

Vien da chiedersi, infine, in termini più generali: Rifondazione Comunista correrà da sola, a questo punto, nel 2017, alle Comunali? La crisi con Bonaldi e il PD, da parte di Rifondazione, si è ufficialmente aperta al San Domenico? Quanto al rapporto PD-M5S è chiaro che non sia esattamente idilliaco e promettente, in previsione delle amministrative e di eventuali ballottaggi.

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