Cronaca
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'Caso banchi' a primaria Sabbioni, Bonaldi: 'Poteva essere gestito meglio'

“Qualunque cosa sia accaduta, poteva essere gestita meglio. Potevamo fare meglio, ciascuno secondo il proprio ruolo, per garantire il diritto allo studio e il ruolo educativo della scuola come luogo di crescita e confronto, traguardi da raggiungere anche attraverso la gestione serena degli imprevisti. Non lo abbiamo fatto. Nessuno dei soggetti coinvolti. Non dimentichiamoci che i protagonisti, nonché gli spettatori, sono stati i bambini, e a loro dovevamo qualcosa di diverso, tutti quanti”.

Le parole del sindaco Stefania Bonaldi in merito alla vicenda della scuola primaria dei Sabbioni sono indubbiamente amareggiate. La mancanza dei banchi il primo giorno di scuola in una classe delle elementari del quartiere è stato un caso che ha scaturito non poche polemiche e si è tradotto, nei giorni scorsi, in un battibecco a mezzo stampa tra l’assessore all’Istruzione Attilio Galmozzi e il dirigente scolastico del comprensorio Crema2 Pietro Bacecchi.

La Bonaldi ha spiegato che: “Per un imprevisto accaduto al fornitore, sono mancati i banchi in un’aula ai Sabbioni, proprio il primo giorno di scuola. Il Comune non ha consegnato banchi e sedie per quell’aula prima dell’avvio dell’anno scolastico, perché la fornitura è giunta solo il giorno successivo. Gli alunni sono stati messi a sedere sul pavimento, ne sono seguiti diversi atteggiamenti fuori dalle righe. Nelle altre aule c’erano banchi disponibili: vista la situazione, sarebbe bastato che le maestre e il personale ATA li spostassero dove necessario, o che facessero lezione in laboratorio o in sala mensa, dove certo i tavoli non mancano. Si è preferito fare sedere i bambini e le bambine per terra, consentendo peraltro che finissero immortalati in prima pagina su un quotidiano locale.

Da una parte Galmozzi ha sostenuto che i banchi fossero in esubero in altre classi della scuola, e ha puntato il dito contro la negligenza di maestri e bidelli che “non hanno spostato i banchi da una classe all’altra”. Dal canto suo Bacecchi ha continuato a sottolineare che l’arredo scolastico non fosse stato consegnato alla scuola e che quindi né docenti né personale scolastico, avrebbero potuto spostare alcunché.

In ogni caso “Si trattava di un imprevisto della durata di un giorno: si poteva rimediare senza eccessivi disagi e senza clamore, nell’interesse dei bambini e delle loro famiglie. Saper gestire gli imprevisti con atteggiamento positivo può essere anche un modo per insegnare ai bambini che l’incertezza è una variabile con cui fare i conti. Non è il caso di evocare Mario Lodi, che avrebbe fatto della circostanza un pretesto per preparare i bambini a ciò che sfugge al loro controllo. Si sarebbe potuto rimediare con creatività e saggezza, come di norma avviene quando scattano dinamiche di corresponsabilità, ma così non è stato”.

Il sindaco ha quindi deciso di intervenire per placare gli animi: “Continuo a riporre la massima stima e fiducia nell’operato dell’assessore Galmozzi e del dirigente Bacecchi; entrambi conoscono il mio pensiero, perché in questi giorni abbiamo avuto modo di parlare e confrontarci con argomenti e toni propri delle persone responsabili. Una telefonata preventiva sarebbe stata sufficiente a stemperare le tensioni, che non erano certo dipese dalla loro volontà ma da incomprensioni fra i loro collaboratori. Al netto di ruoli e responsabilità, ricominciamo da ciò che abbiamo imparato, nella certezza che episodi del genere non dovranno più accadere. Un auspicio che vale per ciascuno di noi, soprattutto per chi di fronte all’imprevisto è convinto che la denuncia sia una strada migliore rispetto alla ricerca di risposte, di soluzioni. Ripartirei da qui, poiché la ricerca di risposte e soluzioni è esattamente ciò che ci si aspetta tanto dai pubblici amministratori quanto dalla scuola. Stavolta siamo tutti ‘insufficienti’, ma l’anno scolastico è lungo: possiamo rimediare, soprattutto se rimane salda la volontà di servire i cittadini, piccoli e grandi”.

ab

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