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'Crema SI muove' in
trasversale: referendum,
destra e sinistra uniti

“Crema SI muove”, un comitato che riunisce al proprio interno due sensibilità politiche differenti: il centro destra e il centro sinistra.

Gli ideatori del comitato per il “Sì”, Lodovico Benvenuti berlusconiano convinto, Fabio Bergamaschi assessore del Pd e Luca Maddeo ex presidente provinciale dei giovani di Forza Italia, hanno sottolineato che “i colori politici sono stati messi da parte, per arrivare all’obiettivo comune, ovvero la sensibilizzazione al referendum costituzionale”.

Anche Benvenuti, dal 1994 schierato con Forza Italia, non si ritrova nell’attuale centro destra e ha quindi deciso di portare avanti l’idea di appoggiare il referendum proposto dal presidente Matteo Renzi: “Nessuna riforma è perfetta, ma neppure la Costituzione lo è – ha detto – Ma questa riforma va nella giusta direzione, cioè verso la semplificazione dell’iter legislativo. Dobbiamo mostrare al mondo che l’Italia non è ferma, che siamo in grado di cambiare”.

Bergamaschi, dal canto suo, ha tenuto a sottolineare la trasversalità del comitato, portando ad esempio la partecipazione sia di Ferrante Benvenuti e Claudio Ceravolo, avversari alle amministrative del 1997. “I dissapori tra i partiti hanno sempre frenato la riforma, nonostante su questa abbiano lavorato sia il centro destra che il centro sinistra. La nostra parola d’ordine è ‘Coerenza’ – ha aggiunto Bergamaschi – e il nostro spirito costituente è quello di tenere insieme più sensibilità che si incontrino su questo tema”.

Jacopo Bassi, segretario cittadino del Pd, ha dichiarato: “Vogliamo giocare il nostro convincimento attraverso i contenuti, cioè spiegando in modo semplice in cosa consista la riforma”. “Siamo un gruppo eterogeneo – ha spiegato Paolo Valdameri, consigliere comunale – e spero davvero che questo format possa essere replicato in altre città, perché questa riforma è necessaria. Questo Paese deve muoversi”.

A seguito della presentazione sono intervenute altre figure legate al neo comitato: da Dario Rivolta, ex responsabile Esteri di Forza Italia, a Franco Abruzzo, ex presidente regionale dell’Ordine dei giornalisti; da Federico Falk, imprenditore, a Domenico Contestabile, ex vice presidente del Senato. Tutti hanno portato il proprio “Perché Si”, con motivazioni legate all’economia e all’alleggerimento del processo legislativo, ma anche alla stabilità di Governo, perché “Se vincesse il ‘no’, incorreremmo in problemi ben maggiori. L’Italia ha bisogno di stabilità – ha dichiarato Abruzzo – e la stabilità può garantirla solo questa riforma”.

Diversi motivi, dunque, spiegati non solo “alla pancia della gente – come ha detto Rivolta – perché dobbiamo comunicare gli aspetti concreti della riforma costituzionale, che sicuramente è perfettibile, ma è, altrettanto sicuramente, un inizio”.

Ambra Bellandi

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