Lettere
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'Per Beretta il problema
barriere architettoniche
sarebbe una banalità'

da Flavio Rozza

Gent.le Direttore, attraverso le pagine del Suo giornale vorrei dar riscontro alla nota che il vicesindaco di Crema ha divulgato dopo la mia segnalazione riguardante il problema disabilità. Forse pecco di ingenuità, ma mi attendevo una risposta ben diversa; più positiva e aperta a valutazioni condivise per superare i problemi da me segnalati.

Il vicesindaco (e assessore al Welfare) Angela Beretta, invece, nella sua nota sciorina una serie di numeri per mostrare l’efficienza dell’assessorato che guida, ma ignora la questione concreta che era stata da me posta. E nell’unico passaggio in cui ne parla, lo fa per definire “banale” il problema della mobilità dei disabili e degli anziani. Questo non solo è offensivo per i disabili e le loro famiglie, ma evidenzia anche la non sufficiente preparazione tecnica di chi formula un tale giudizio. Comprendo che l’approccio di un politico sia quello di minimizzare la portata degli obiettivi mancati del proprio mandato, ma questo non può essere accettato quando si discute di soggetti fragili e delle difficoltà che quotidianamente incontrano. Secondo il vicesindaco il problema delle barriere architettoniche presenti in città (a mio avviso discriminanti in quanto limitano la vita sociale degli anziani o dei disabili) è esclusiva competenza dell’Assessorato ai Lavori Pubblici. Questo, oltre ad essere inelegante (perché è sempre inelegante scaricare su altri le responsabilità), è anche errato. Opero da 15 anni nel settore sociale è posso affermare – senza timore di smentita – che la presenza di importanti barriere architettoniche, incide fortemente sulla qualità di vita di cittadini disabili e anziani, favorendo processi di marginalizzazione e isolamento. Dire che impedire questi processi negativi, discriminanti, non è competenza dell’Assessorato al Welfare lascia quantomeno basiti.

Tuttavia rimango fortemente convinto che non dobbiamo scadere nella sterile polemica, ma lavorare in sinergia per trovare una risposta concreta al problema concreto che ho segnalato e documentato. Ma se il vicesindaco dovesse ostinarsi a ritenere banale il problema delle barriere architettoniche presenti in Crema, la invito – un giorno – a fare una passeggiata in città con un disabile. Conoscendo la sensibilità e l’intelligenza della dr.ssa Beretta sono certo cambierebbe la sua opinione, attivandosi fattivamente per trovare una soluzione, evitando così che a Crema – anziani e disabili – si debbano sentire cittadini di “serie B”.

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