Cronaca
Commenta

Retescuole sugli accorpamenti: 'Rivedere il numero di alunni e sviluppare progetti sinergici'

Il movimento “Retescuole Crema” all’accorpamento dei poli scolastici con Cremona proprio non ci sta, e rimarca il proprio sostegno a favore dell’autonomia che supererebbe il fenomeno della compresenza su ambiti differenti di un medesimo istituto scolastico.

“La scelta di avviare una massiccia operazione di accorpamenti di istituti scolastici unificandone la direzione e gli organi collegiali di autogoverno risale a qualche anno fa e risponde esclusivamente a una logica di tagli al comparto dell’istruzione, che ha orientato la politica scolastica degli ultimi governi della Repubblica a scapito dell’efficienza e della qualità di funzionamento delle singole scuole, snaturandone spesso l’identità didattica, educativa e formativa”. Secondo Retescuole il problema sarebbe partito già dalla logica di risparmio della “Riforma Gelmini, una scatola vuota riempita soltanto da tagli al sistema scolastico per circa otto miliardi di euro e il licenziamento di migliaia di docenti e personale amministrativo, tecnico e ausiliario (Ata, ndr)”.

Ma il Governo pur avendo cambiato colore politico, non ha, secondo il movimento, prestato attenzione alla scuola pubblica: “La creazione degli ambiti territoriali è un’invenzione della ‘Buona scuola’, finalizzata alla scelta dei docenti da parte dei dirigenti e la sua progettazione non ha certo tenuto conto del fenomeno dello ‘scavalco’ con cui si trova ora a collidere. Per non parlare dell’enorme pasticcio cui stiamo assistendo riguardo allo svolgimento del ‘Concorsone’ e all’assegnazione delle sedi agli aventi diritto con docenti bocciati alle prove scritte riciclati nelle commissioni giudicatrici e contenziosi infiniti tali da inficiare l’inizio dell’anno scolastico. Questo conferma l’incompetenza e il dilettantismo di una classe politica che si riempie la bocca di ‘meritocrazia’”.

Per quanto concerne la realtà Cremasca, secondo Retescuole, l’ideale sarebbe rivedere al ribasso e rendere il tetto di alunni frequentanti, che al momento è fissato a 800, e renderlo flessibile così da adattarlo a contesti ambientali e storici differenziati, “altrimenti si rischiano accorpamenti anomali e basati sui ‘resti’. Si finirebbe per creare disagi a docenti, personale Ata e utenti, che ricadrebbero poi sugli alunni in  termini di discontinuità, azzeramento della memoria storica delle buone pratiche e consolidamento delle esperienze, anche a causa del pensionamento nei prossimi anni di un buon numero di docenti che le supportano attualmente”.

Retescuole propone dunque una creazione di poli scolastici significativi, come quello agro alimentare e meccanico o grafico-artistico, all’interno dei quali possano svilupparsi progetti sinergici.

ab

© Riproduzione riservata
Commenti