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Corso di formazione per
infermieri senegalesi: un
ponte tra Crema e Guediawaye

“Questo è un sogno che si realizza, un contribuito reale alla realtà sanitaria senegalese”. Così ha ringraziato tutti Papa Abdoulaye Mbodj, presidente dell’associazione “Amici di Babacar Mbaye e Awa Fall” (“Aaba”), il direttore sanitario dell’Asst di Crema Luigi Ablondi, la direttrice del Sitra Anna Bona, il sindaco Stefania Bonaldi e tutti quelli che hanno permesso la realizzazione del progetto di training formativo sanitario per infermieri senegalesi.

Un progetto che è stato interamente finanziato dalle donazioni private all’associazione e che ha permesso a due infermiere laureate di trascorrere quindici giorni presso il Maggiore di Crema. “I finanziamenti a pioggia non sono negativi, ma spesso non permettono di realizzare quanto di più mirato e urgente ci sia in una realtà come quella sanitaria del mio Paese”, ha spiegato Mbodj.

Della stessa idea anche la dottoressa Bona: “Le tematiche affrontate con le ragazze sono state varie ma specifiche e hanno riguardato i problemi che loro vivono ogni giorno sul territorio. Tra queste c’è stata una particolare attenzione al percorso nascita, alla disinfezione e sterilizzazione degli utensili, alle urgenze del pronto soccorso e alcuni momenti di confronto per quanto riguarda la donazione e la trasfusione”.

Le due infermiere Fatou Mbengue e Sokhna Camara, entrambe 33enni, hanno fatto “da spugne”, studiando l’utilizzo di macchinari e tecniche e, soprattutto, imparando a spiegare quanto appreso ai colleghi senegalesi. Il progetto si è sviluppato in più fasi, le prime di studio in loco da parte di Mbodj all’ospedale “Roi Baudouin”, nel Comune di Guediawaye, per capire quali fossero le esigenze del personale sanitario, e poi l’arrivo concreto di Fatou e Sokhna all’ospedale di Crema.

“Quando ho proposto il progetto non credevo che l’avrei visto realizzarsi – ha concluso Mbodj – Invece, grazie alla collaborazione di tutti, è diventato realtà. Ora guardiamo avanti, continuiamo questo ponte e magari, per il futuro, si potrebbe pensare a una visita al ‘Roi Baudouin’ da parte del personale medico e infermieristico dell’Asst di Crema”.

Ambra Bellandi

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