Cronaca
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L'oratorio dei Sabbioni è per tutti:'Nella gioia dell'incontro nascono le idee migliori'

Frate Giuseppe con i ragazzi richiedenti asilo al Lago d'Iseo

In un momento così delicato per la “questione migranti”, dalla parrocchia Sabbioni arriva un esempio di integrazione e amicizia.

Frate Giuseppe FornoniFrate Giuseppe Fornoni, guida della comunità, ha trovato il giusto modo per spalancare le porte dell’oratorio a tutti. E ne sono testimonianza le tante attività e gli eventi che hanno coinvolto, specie nell’ultimo anno, parrocchiani e richiedenti asilo: “Uno dei momenti più belli è stato certamente ‘Crema Mondo’, il torneo di calcio nel quale squadre di ragazzi cremaschi e stranieri sono scesi sul campo da gioco per divertirsi insieme”, ha raccontato frate Giuseppe.

Ma i momenti condivisi sono stati molti, così tanti che non è facile ricordarli tuttifesta dei popoli. Di certo l’attività sportiva del giovedì pomeriggio è talmente piaciuta a parrocchiani e migranti, da essere diventata un appuntamento fisso: “Con la collaborazione delle associazioni di accoglienza, ci ritroviamo in oratorio per passare un pomeriggio all’insegna dello sport. Ai ragazzi piace molto il calcio, ma quando piove ci dilettiamo anche nella ginnastica o nel ballo – ha spiegato Giuseppe – E al termine ci ritroviamo per il momento ‘Ataya’ (in africano ‘l’ora del té’ ndr), con dolci preparati dalle ragazze marocchine presenti in parrocchia e da altre signore”. I giovedì di sport ripartiranno con due obiettivi precisi: “Favorire l’incontro tra i ragazzi richiedenti asilo e, soprattutto, allargare la loro cerchia di amicizie con i giovani cremaschi”.

E per l’autunno soi parrocchiani in gita con i migrantino previste altre novità, come il corso musicale, il karate, il kendo e la ginnastica dolce. “Sono tutte attività gestite da volontari, persone che hanno deciso di dedicare il loro tempo, gratuitamente, per insegnare qualcosa. E questi corsi saranno per chi vorrà partecipare, indipendentemente se cremaschi o no. Vogliamo creare legami”.

Perché per frate Giuseppe a nulla servono i “comparti separati”. E’ sul creare legami e amicizie che vuole puntare: “Il fine ultimo è di stare tutti insieme. Non ha nessuna utilità organizzare momenti e attività ad hoc per i parrocchiani e per i migranti. La bellezza dell’incontro sta, appunto, nella condivisione della quotidianità. Iriparazione bicicletten diverse occasioni, come le gite parrocchiali o le cene in oratorio, i ragazzi richiedenti asilo si sono dimostrati volenterosi e affabili. Hanno voglia di conoscere gente, di mettersi al servizio della comunità, di lavo
rare, di fare amicizia”. Va infatti sottolineato come alcuni di loro si siano messi a disposizione per la riparazione di biciclette a domicilio e per la custodia delle stesse in occasione di eventi o manifestazioni.

Anche per quanto riguarda le preghiere condivise e la presenza dei musulmani in chiesa, frate Giuseppe ha le idee chiare: “I ragazzi mi hanno chiesto spesso di poter partecipare alla celebrazione eucaristica e di pregare insieme. Non vedo perché impedirlo. Quando padre Jacques è stato ucciso in Francia, si sono fatti avanti timidamente durante la festa dell'oratoriomessa e hanno domandato di poter recitare una preghiera. Non sono io che li invito, sono loro a essere desiderosi di fare parte della comunità”.

L’integrazione, per Giuseppe, è più che possibile, a patto di non voler obbligatoriamente incasellare i richiedenti asilo nei nostri schemi: “Se la gente imparasse a conoscerli capirebbe che non sono un problema, ma una risorsa. Vedrebbe con i propri occhi il desiderio di stare con noi, di trovare serenità. Molti di loro hanno visto la morte in faccia, più volte. Non si può rimanere indifferenti”.

“Ognuno deve fare la propria parte – ha continuato frate Giuseppe – Le associazioni frate giuseppe con i ragazzi richiedenti asilodevono accoglierli, l’integrazione è giusto che la facciano le persone. La nostra parrocchia è questo, chi vuole viene e condivide. Condivide il proprio tempo e la propria esperienza”.
La bellezza dell’incontro è e resta il motore della comunità dei Sabbioni: “Stando insieme nascono le idee migliori, si creano legami, ci si sente a casa. Vorrei che altri oratori, altri parroci, scommettessero su di loro e donassero a questi ragazzi un po’ di speranza. Qui, certamente, sono di casa”.

Ambra Bellandi

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