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Spacciava soldi falsi nel
Cremasco: Abu Nassim
capo dell'Isis a Sirte

Il suo nome è in prima pagina sul “Corriere della Sera”. E’ uno dei capi dell’Isis in Libia, adesso in fuga dopo la caduta di Sirte ma inseguito dai servizi segreti occidentali e dal Mukhabbarat, il rinato servizio segreto libico. Si tratta di Abu Nassim, nome di battaglia di una vecchia conoscenza dei servizi e delle Digos italiane, all’anagrafe è Moes Ben Abdelkader Fezzani, tunisino nato nel 1969 e residente nel milanese, espulso perché contiguo al terrorismo, ha poi fatto perdere le sue tracce ed eccolo ricomparire in Libia come combattente ma con un ruolo di comando sotto le bandiere nere dell’Isis.

Sue tracce portano anche a Cremona, dove sarebbe una vecchia conoscenza per i legami con Trabelsi, ex imam della moschea di via Massarotti anche lui tunisino, condannato per terrorismo ed espulso ma anche perché Abu Nassim era stato sorpreso a smerciare banconote false in bar e negozi tra Crema, Milano e Cremona. Finisce nella retata della Procura di Milano nell'”operazione ritorno”, dopo la guerra in Bosnia, con l’accusa di inviare reclute in Pakistan e soldi alla Jihad ricavati dallo spaccio di banconote false.

Dopo l’11 settembre 2011 viene anche catturato dagli americani e rinchiuso a Bagram. Viene poi mandato in carcere in Italia fino al marzo 2012 da dove esce per una clamorosa sentenza di assoluzione del tribunale di Milano. Tornato in Tunisia fa sparire le sue tracce per andare poi a combattere in Siria e quindi in Libia.

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