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Scrp, scoppia la polemica
sulle nomine del Cda

La sede di Scrp

È già polemica sulla prossima assemblea di Scrp, Società cremasca reti e patrimonio. Convocata per venerdì 1 luglio presente due punti all’ordine del giorno: l’approvazione del bilancio 2015 e la nomina dei componenti del consiglio d’amministrazione. Annullata, invece, l’assemblea indetta lo scorso venerdì per esporre l’operato del Cda sul triennio 2013-2016. Fatto, questo, che non ha mancato si suscitare qualche malumore.

Partiamo dalla questione delle nomine. A breve entrerà in vigore la riforma Madia e l’amministrazione delle società verrà affidata ad un amministratore unico. Per il Movimento 5 Stelle di Crema, “nominare un CdA ora ha il solo scopo di collezionare qualche poltrona in più, cosa del tutto inutile se non deleteria e ovviamente a spese dei Cittadini”.

Si pone poi una questione di competenze. Individuata la mission della società – inevitabilmente mutata rispetto a qualche anno fa – per i 5 Stelle si rende necessario “sia messa nelle condizioni di farlo, senza spendere centinaia di migliaia di euro l’anno pagando consulenze esterne, poiché non possiede le competenze e le risorse interne adeguate. In caso contrario, Scrp, senza più patrimonio, spolpata da tutti i servizi che aveva in capo, non ha alcun senso di esistere e deve essere liquidata”.

Ma sulla questione incombe un’altra polemica. Già la scorsa settimana il Coordinamento dei sindaci di Scrp aveva scritto al presidente, Pietro Moro, per chiedere il rinvio delle nomine pur mantenendo l’appuntamento sul bilancio. In risposta, il Cda ha annullato l’assemblea informativa del 24 luglio “ma non si è espressa sul sollecito di rinvio”, osserva il sindaco Antonio Grassi (Casale Cremasco Vidolasco).

Nell’immaginario comune le nomine delle partecipate sono una spartizione in base alle tessere di partito. Per sradicare tale credenza “Perché non bandire una selezione pubblica dei candidati basata sui titoli? Il metodo – spiega ancora Grassi – è già stato sperimentato per la Fondazione Benefattori Cremaschi e il risultato è stato eccellente e va dato atto alla lungimiranza del sindaco di Crema, Stefania Bonaldi, che l’ha adottato. In sostanza i candidati presentano il proprio curriculum e in base a quello si selezionano i membri del consiglio di amministrazione”.

Due i benefici che deriverebbero dal nuovo metodo di selezione: l’abbandono dell’arcinota pratica del manuale Cencelli – quindi mettere il muto alle accuse di spartizione delle polemiche – e la riduzione del numero di membri a capo dell’amministrazione di Scrp. “Sarebbe un vantaggio per Scrp e per i cittadini – osserva Grassi in conclusione – mentre nominare cinque consiglieri venerdì sarebbe incomprensibile; saggio, invece, aspettare, e suvvia: fuori i curricula”.

Stefano Zaninelli

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