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Fondazione Teatro San Domenico, cascata di polemiche dal M5S

Christian Di Feo e Alessandro Boldi

Non c’è tregua alla battaglia politica. Nemmeno il sabato mattina. A convocare la stampa a palazzo comunale sono stati gli esponenti del Movimento 5 Stelle cremasco. In conferenza, Alessandro Boldi e Christian Di Feo si sono scagliati contro l’attuale gestione della fondazione San Domenico, con particolare riferimento al presidente Giuseppe Strada e alla sua “gestione assai autoritaria”. Ma è bene fare un po’ d’ordine.

Non è la prima volta che i pentastellati ravvisano criticità all’interno della fondazione di piazza Trento e Trieste. Negli ultimi mesi la polemica ha coinvolto tanto il bando per la selezione del direttore artistico – secondo il M5S viziato da importanti lacune – quando “dell’atteggiamento e della disponibilità dimostrata dal presidente” in occasione della commissione di garanzia convocata nel mese di marzo.

Consultando i verbali dei Cda della fondazione, i 5 Stelle hanno scoperto che “molte azioni vengano portato all’attenzione del Consiglio dopo che sono state realizzate, per una semplice ratifica. Ultima fra queste – hanno spiegato – la convenzione con l’associazione Bottesini, già firmata dal presidente, di cui nei verbali consultati non v’è traccia”.

L’immagine restituita in conferenza è quella di una fondazione zavorrata da “mancanza di strategia, errori di metodo e problemi di merito strutturali”. Il più grave, tra quelli riscontrati dal Movimento, è “quello che concerne i dipendenti del Folcioni: dai verbali emergono situazioni contrattuali che presentano, a nostro avviso, importanti profili di irregolarità”.

Nelle scuole di musica pubbliche vige l’obbligo, per gli insegnanti dell’istituto, del possesso del titolo specifico di insegnamento dello strumento: “attualmente al Folcioni non avviene nulla di tutto questo: semplicemente gli insegnanti hanno un contratto assimilabile a quello dei maestri d’asilo, con tutto quello che ne consegue, a partire dall’inquadramento e dal rispetto del contratto di lavoro”.

Se è vero che “negli ultimi anni il civico istituto musicale Folcioni abbia perso credibilità e incisività”, per i 5 Stelle non è solo colpa dell’amministrazione della scuola, “ma una saggia gestione avrebbe dovuto combattere questo decadimento”. Come? “In primo luogo, crediamo, attraverso la qualità del servizio, che passa anche per le competenze della dirigenza e di tutti i docenti”.

“Riteniamo inaccettabile – hanno affermato Boldi e Di Feo – che in una fondazione sovvenzionata per metà del suo bilancio (circa 400 mila euro l’anno) dal Comune di Crema ci siano situazioni lavorative così poco chiare. E il presidente Strada non vuole sentire queste ragioni, chiediamo al sindaco che intervenga e faccia chiarezza, tanto sul metodo quanto sul merito di queste questioni, che mettono a rischio la stabilità gestionale dell’intera fondazione”.

Stefano Zaninelli

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