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Processo Iori, l'impiegata
del medico patteggia.
In aula aveva detto il falso

Ha patteggiato due anni la segretaria di Maurizio Iori, condannato all'ergastolo in via definitiva per il duplice omicidio dell'ex compagna e della figlia. A suo favore, l'impiegata aveva testimoniato il falso.
Nella foto, Iori tra i suoi legali nel processo di primo grado

Il 28 novembre del 2012 era stata sentita come testimone nel processo di primo grado per il duplice omicidio di Claudia Ornesi, 42 anni, e di sua figlia Livia, due anni, uccise dall’ex primario di Oculistica dell’ospedale di Crema Maurizio Iori, condannato all’ergastolo in via definitiva lo scorso dicembre.

Al termine del giudizio di primo grado, i giudici della corte d’assise di Cremona avevano trasmesso gli atti nei confronti di Michela Groppelli, la segretaria dell’imputato, per il reato di falsa testimonianza in relazione alle dichiarazioni rese nel novembre del 2012. Per quel reato, in questi giorni la Groppelli ha patteggiato due anni di reclusione davanti al gup Letizia Platè.

Era stato dunque il medico a commettere il duplice delitto dell’ex compagna e della figlia, trovate cadaveri la mattina del 21 luglio del 2011 nel loro appartamento di via Dogali a Crema.

Il 29 febbraio del 2012, dagli esiti della perizia informatica effettuata su ordine della procura sul computer di Iori, era emerso che l’imputato, il 7 luglio del 2011, aveva scaricato il bugiardino dello Xanax, lo stesso farmaco che aveva utilizzato per uccidere l’ex compagna e la figlia. Perché ? Lo aveva spiegato in aula la stessa Michela Groppelli, rientrata dalle ferie quello stesso giorno dopo aver rotto con il fidanzato con il quale si trovava in vacanza. La testimone aveva raccontato ai giudici di aver parlato a Iori della sua ansia, delle sue difficoltà ad addormentarsi e del fatto che spesso prendesse l’ Optalidon per il mal di testa. Contro l’insonnia, lui le aveva consigliato lo Xanax. Per l’accusa, invece, il bugiardino del farmaco era stato scaricato con l’intenzione di uccidere la Ornesi e Livia, mentre per la difesa solo per controllare che non ci fossero controindicazioni con l’ Optalidon. Come riportato dalla testimone, Iori le aveva fatto una ricetta in bianco, ma poi lei aveva deciso di non prendere il farmaco e aveva gettato via la ricetta. Quando la Groppelli aveva riferito dell’episodio dello Xanax agli avvocati della difesa ?. Non subito, aveva fatto notare il pm Aldo Celentano, benchè in ospedale nei giorni successivi alla tragedia ci fossero voci che la Ornesi e la figlia erano morte proprio a causa di quel farmaco. “Al momento non ho collegato le due cose”, si era giustificata l’impiegata, che su sollecitazione dell’accusa aveva riferito di averlo raccontato all’avvocato della difesa solo dopo l’arresto di Iori.

Falsa testimonianza, per i giudici di primo grado, che nei confronti della segretaria avevano trasmesso gli atti alla procura. L’iter giudiziario ha fatto il suo corso, concludendosi in questi giorni con il patteggiamento dell’imputata.

Sara Pizzorni

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