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Luogo di culto
in via Milano, il Consiglio
comunale approva

Con 14 voti a favore e 8 contro, il Consiglio comunale ha approvato la concessione di un'area in via Milano per la realizzazione di attrezzature religiose. Respinti tutti e 17 gli emendamenti presentati dalla minoranza. Il bando avrà durata trentennale e concederà in diritto di superficie un'area di 1470 metri quadrati.

Il via libera è arrivato in tarda sera, dopo un’estenuante discussione di 7 ore su contenuti ed emendamenti. Sono 14 i voti favorevoli della maggioranza, ai quali la minoranza ha opposto 8 “no”. Per lo stesso principio tutti bocciati i 17 emendamenti presentati dall’opposizione. Si apre ora la fase di redazione del bando per la concessione dell’area di via Milano per la realizzazione di attrezzature religiose. Una volta scelto il progetto, è previsto un secondo passaggio in aula per votare la convenzione. Di seguito i fatti da principio.

SCHEMA – Lo schema di avviso pubblico approvato ieri sera riguarda la concessione di un’area di 1470 metri quadrati, di cui un massimo di 200 riservati alle attività di preghiera e riunione. Potranno partecipare al bando le realtà dotate di personalità giuridica e riconosciute dal Ministero dell’Interno, e che abbiano sottoscritto la Carta dei valori. Su un totale di 100 punti, i progetti presentati dovranno raggiungere almeno 60; nel caso venga presentato un unico progetto, qualunque punteggio raggiunga potrà essere bocciato dall’amministrazione a sua discrezione.

Alcuni esponenti di minoranza

Alcuni esponenti di minoranza

AD HOC – Il progetto ha ricevuto la netta opposizione della minoranza. Secondo Simone Beretta (Forza Italia) si tratta di “un bando costruito ad hoc per dare l’area alla religione musulmana”. Ciò, a detta di Laura Zanibelli (Nuovo Centrodestra), è aggravato dalla “mancanza di un’analisi delle esigenze che giustifichi una modifica al Pgt”. Variante al Pgt sulla quale insiste il ricorso di Antonio Agazzi (Servire il cittadino), secondo cui l’amministrazione sarebbe stata indotta “ad accelerare le operazioni, perché se il Tribunale mi desse ragione si dovrebbe rifare tutto, non avendone più il tempo”.

PAURA – Il Movimento 5 Stelle ha parlato di “qualcosa che mette in seria difficoltà la cittadinanza, nella quale i riscontri negativi rispetto al progetto non mancano”; il capogruppo Alessandro Boldi ha specificato che “rispetto a questa azione c’è paura da parte dei cittadini”. La Lega ha invece messo l’accento sui valori occidentali, “svenduti per fare la moschea”, nello schema di bando enucleati in una lista dal valore di 10 punti: il capogruppo Alberto Torazzi ha chiesto venissero “recepiti in toto, perché altrimenti anche al-Baghdadi potrebbe tranquillamente vincere questo bando”.

Alcuni esponenti di maggioranza

Alcuni esponenti di maggioranza

TRAVISATO – La minoranza ha “travisato completamente i criteri di valutazione” hanno replicato dalla maggioranza: Livia Severgnini (Pd) ha fatto presente che “nella valutazione gestionale rientrano i requisiti, altra cosa sono i valori”. Ha osservato Teresa Caso che “la nostra comunità attuale è multiculturale: o facevamo gli struzzi o decidevamo, come abbiamo fatto, di governare le nuove dinamiche sociali”. Per Emanuele Coti Zelati (SeL) “non stiamo parlando di immigrazione ma di un diritto civile, che la minoranza vuole limitare”. “Dopo 20 anni – ha chiosato Gianluca Giossi (Pd) – abbiamo esteso un diritto a persone come noi, che pagano le tasse e i cui figli sono a scuola con i nostri”.

DIRITTI – “È vero – ha replicato infine l’assessore Matteo Piloni – nel programma elettorale non abbiamo inserito il bando per un luogo o un’area di culto, così come non c’era quello per il palazzetto dello sport o la pista d’atletica. Ma non rispondere ad un’esigenza, com’è quella della Comunità islamica, non è un comportamento serio. Rispetto poi ai requisiti gestionali, non si tratta di enunciare valori ma di declinarli dal punto di vista progettuale. Nel nostro programma c’era l’estensione dei diritti: premesso che i referendum non si fanno per chiedere se un diritto è da consentire o meno, con questo bando proviamo a creare le condizioni, e le necessarie garanzie, affinché si possa passare all’applicazione pratica della teoria”.

piloni

Gli assessori Galmozzi, Piloni e Beretta

[Clicca sul link per visualizzare lo schema di avviso pubblico]
[Clicca sul link per visualizzare la presentazione del bando]

Stefano Zaninelli

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