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Ex scuola di CL, dalla piazza
un solo coro: “vergogna”

Nella foto, alcuni partecipanti alla manifestazione.

In un pomeriggio che anticipa la primavera, il Comitato per l’utilizzo pubblico dell’ex scuola di CL è tornato in piazza. Alla manifestazione di ieri – 12 marzo – hanno preso parte in molti: dai rappresentanti di Retescuole ai giovani di Sempre in lotta, passando per Pd, SeL, Sinistra italiana e Rifondazione comunista, senza dimenticare gli esponenti sindacali. Inequivocabile lo slogan della giornata, marcato a caratteri cubitali sui manifesti in piazza Duomo: “ex scuola di CL, 1 milione di volte vergogna”.

ATTENZIONE – Nodo del contendere è il milione di euro erogato dalla Regione alla fondazione Charis, ora preteso al Comune di Crema che a suo tempo s’era fatto garante del trasferimento. Tema noto, rispetto al quale l’attenzione non scema: “La gente è attenta e interessata – spiega Claudio Partini, tra i portavoce del Comitato – lo testimoniano i 500 volantini distribuiti in mattinata durante il mercato. Lo stesso si può dire del riscontro avuto nel volantinaggio pomeridiano, decisamente positivo”.

CAMPUS – Forte e chiara passa la condanna alla “scandalosa decisione di bloccare i trasferimenti di fondi destinati al Comune” come compensazione. Poi, c’è il tema del campus nel quartiere di San Bartolomeo, per il quale la provincia ha ricevuto 11 milioni di euro. “Siamo consci del fato che non si possa fare molto di fronte a tali somme – prosegue Patrini – riteniamo comunque sbagliato l’approccio dell’ente provinciale, che ha presentato un progetto, vecchio, senza tenere conto di tutte le criticità evidenziate”.

RITORSIONE – Intanto prosegue il braccio di ferro tra Comune e Regione, con il primo che pur mantenendo aperta la strada della mediazione ha annunciato l’intenzione di citare in giudizio la seconda. Secondo Agostino Alloni, consigliere regionale Pd, “Maroni non ha intenzione di fare passi indietro, nonostante la Regione si sia già insinuata nella procedura di liquidazione della fondazione Charis. Quanto sta facendo è una ritorsione politica. Rimane il fatto che il ruolo principale debba essere giocato da chi a Crema ha lo stesso colore politico di Maroni e della giunta Lombarda”.

MAGISTRATURA – Posta la strategia adottata dal Comune di Crema, sarà importante “coinvolgere maggiormente la Regione – aggiunge Franco Bordo, deputato di Sinistra italiana – anche avvalendosi della via giudiziaria”. Anche Bordo concorda sulla necessità di “chiedere conto ai precedenti amministratori degli atti firmati, causa originaria della condizione attuale. Se poi la Regione intenderà supportarli, qualche altro soggetto dovrà interessarsi della questione”. In altre parole, nel caso fallisse la mediazione “dovrà intervenire la magistratura”.

Stefano Zaninelli

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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