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Inquinamento,
migliora ancora
l’aria cremasca

L’aria cremasca è tornata respirabile. Il prezzo pagato è quello di un clima mai avaro di perturbazioni, condizionato da forti venti e piovute frequenti – torrenziali solo negli ultimi giorni. Fatto sta che a febbraio l’inquinamento atmosferico è rimasto contenuto: il livello di polveri sottili sparse nell’aria ha superato la concentrazione massima consentita “solo” cinque volte: una conquista, se letto confrontando le statistiche di gennaio e, prima ancora, di dicembre.

DATI – A febbraio la soglia di pm10 è stata superata un giorno su cinque. Il tetto massimo – fissato a 50 microgrammi su metro cubo d’aria – è stato superato nei primi due giorni del mese (a quota 56 e 70) e il 22 (82 microgrammi) e il 23 febbraio, quando le polveri sottili hanno toccato il record mensile: 82 microgrammi. Notevole anche la serie positiva di otto giornate in cui i pm10 sono rimasti sotto la soglia; una conquista, se paragonata ai mesi precedenti.

MEDIA – Rispetto a gennaio la qualità dell’aria è molto migliorata: il livello medio di pm10 è rimasto a quota 31,4, contro la media di 67 microgrammi del mese scorso. Miglioramento apprezzabile anche rispetto all’intensità dell’inquinamento: i picchi registrati a febbraio (82 e 70 microgrammi) sono distanti dai 161 microgrammi fatti registrare a gennaio, quando per 9 giorni sono stati superati i 100 microgrammi per metro cubo (il doppio della soglia).

CONFRONTO – L’inquinamento è diminuito anche rispetto all’anno precedente, quando a febbraio le polveri sottili avevano superato il livello d’allerta 17 volte in 28 giorni. Come mostra il grafico qui sotto, anche i picchi registrati nel 2016 sono ben distanti da quelli registrati nel 2015, attestati per quattro giorni di fila – 10, 11, 12 e 13 – oltre i 100 microgrammi per metro cubo d’aria. Meno inquinamento anche sulla media mensile, che nel 2015 ha fatto registrare un valore pari a 58,6.

Stefano Zaninelli

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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