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Affidi dei minori,
grosse difficoltà nei
piccoli Comuni

“Il problema degli affidi dei  minori  in strutture residenziali protette e quello dell’affido dei minori accompagnati dalla madre, sempre in strutture protette, sono diventati – per i Comuni – questioni che possono provocare il collasso economico dei comuni stessi, soprattutto quelli di ridotta dimensione”. È la considerazione da cui partono 32 sindaci del Cremasco, esposta in una nota indirizzata alla deputata Cinzia Fontana e al senatore Luciano Pizzetti.

COSTI – Il nodo è sui costi: i sindaci contestano l’obbligo imposto ai Comuni di copertura dei costi del servizio, senza che siano previsti aiuti da parte dello Stato o della Regione. La difficoltà è data dal fatto che, ad una maggiore capacità del comparto socio-assistenziale di individuare situazioni a rischio – e un incremento nel numero di ricoveri in strutture protette – corrisponde una diminuzione del volume finanziario a disposizione del Comune. In sostanza, “non è più accettabile che a pagare questo intervento siano i comuni di residenza dei soggetti in affido”.

INCIDENZA – Spiegano i sindaci che l’impossibilità di prevedere gli interventi determina “gravi dissesti negli equilibri di bilancio, faticosamente raggiunti nonostante le riduzioni dei trasferimenti di settore (statali e regionali) e i vincoli di spesa imposti dalla normativa  nazionale”. Problema non indifferente sono i costi di ricovero, dovuti a rette elevate e per periodi di tempo non brevi. A ciò si sommano l’imprevedibilità dell’evento, annunciato da decreto del tribunale, e l’impossibilità di spendere “in deroga” alla norme contabili del Patto di stabilità.

TAVOLO – Nei mesi scorsi i primi cittadini hanno provato a portare la questione al livello istituzionale regionale, racimolando al più l’interesse dell’Anci Lombardia. “Il problema non è più ineludibile e rinviabile – concludono i sindaci appellandosi agli esponenti parlamentari Pd del territorio – anche perché nel frattempo è entrata in vigore la nuova normativa sull’Isee che penalizza ulteriormente i comuni e rende il pianeta assistenza una giungla nella quale è difficile districarsi ed uscirne indenni”.

[Clicca sul link per visualizzare la lettera dei sindaci]
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