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Riassetto Porta
Ombriano, la dura
reprimenda di Beretta

Nella foto, il cantiere all’incrocio di Porta Ombriano.

“Dilettanti senza scrupoli. Assessori inadeguati al ruolo, che immaginano che basti passare a battere politicamente cassa da un’associazione, la solita e sempre più prona, per sentirsi a posto in coscienza”. Non risparmia epiteti Simone Beretta, capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale, nel mettere alla berlina il progetto di riassetto di Porta Ombriano, partito in questi giorni.

IMPRIGIONATI – La critica è duplice e Beretta la indirizza, dapprima, all’apertura del cantiere: secondo il consigliere forzista l’amministrazione “ha aperto un cantiere in una zona altamente frequentata e ad alta densità commerciale come quella di piazza Giovanni XXIII e viale Repubblica e neppure si è preoccupata di condividere il progetto con chi quella zona la vive con quotidianità e sacrificio. Al contrario li ha “imprigionati”, senza che costoro abbiamo commesso alcun reato”.

PRIVILEGI – La seconda critica riguarda il metodo: epicentro è la partecipazione degli assessori Fabio Bergamaschi e Morena Saltini all’incontro con i commercianti di Confcommercio. “Era necessario allargare questo impegno ai tanti commerciati singoli della zona ed ai residenti – commenta Beretta – anche al fine di evitare inutili danni economici e sociali. Ma che modo è mai questo di comportarsi. Questo avviene quando un’amministrazione perde il senso della misura e privilegia una parte rispetto all’insieme”.

RIMPROVERO – Rispetto alla convocazione del Distretto urbano del commercio, annunciato nella nota diramata dall’amministrazione, “l’assessore al Bilancio è stata costretta a farlo dopo che alcune associazioni hanno manifestato apertamente la loro disapprovazione per un metodo poco corretto della gestione dei rapporti con le loro associazioni di categoria. Un giusto e meritato rimprovero che in più occasioni avevo già avuto modo di denunciare”.

RICADUTE – “Ma come si fa a pensare come hanno fatto gli assessori al Commercio e ai Lavori Pubblici che ascoltare la Confcommercio sarebbe bastato. I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Giustamente strapazzati dalle altre associazioni (Asvicom, Ascom, Confesercenti), l’amministrazione si è dovuta piegare suo malgrado al buon senso, interloquendo con tutti e rinunciando a qualunque indebito ed ingiusto rapporto di privilegio politico. Era proprio necessario arrivare a tanto? Speriamo – conclude Beretta – non vi siano altre ricadute”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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