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Giovani e innovazione,
binomio di oggi per
pensare al domani

La parola innovazione non dice un gran ché. A livello semantico indica “l’introduzione di nuovi sistemi e criteri”. Stesso discorso per l’innovatore, che nell’immaginario comune assume i contorni di un visionario di successo. Eppure se ne parla sempre più, soprattutto per le opportunità che il mercato del lavoro offre in questo ambito. E qualcosa è arrivato anche in provincia di Cremona.

LAVORO – Di innovazione ne ha parlato anche Reindustria a Università & lavoro, l’iniziativa dedicata alle scelte post-diploma. Come spiega Fabio Campanini, che ha curato la presentazione degli incontri, “Nello scenario peggiore, entro i prossimi tre anni nell’Unione Europea ci saranno quasi un milione di posti di lavoro liberi nel campo dell’innovazione. Questo significa che le possibilità non mancano, ma è fondamentale che anche i giovani vengano a conoscenza delle opportunità legate all’innovazione”.

PROGETTI – In provincia di Cremona sono le principali opportunità legate all’innovazione: Talenti diffusi, dedicato ai giovani e ideato dal Comune di Cremona; Fare legami, sviluppato su un triennio, ricco di attività di vario tipo; i corsi Servimpresa della Camera di commercio di Cremona (come quello dedicato all’innovazione digitale). A questi si aggiungono i progetti finanziati da Regione Lombardia (tra questi Start up & Restart).

AMBITI – Gli ambiti in cui innovare sono molti: manifattura, tecnologia e digitale sono solo 3 degli esempi possibili. Negli ultimi anni progetti interessanti sono stati realizzati anche nel campo dell’innovazione sociale – “nuove idee (prodotti, servizi e modelli) che soddisfano dei bisogni sociali (in modo più efficace delle alternative esistenti) e che allo stesso tempo creano nuove relazioni e nuove collaborazioni”. Senza andare troppo distanti dal vero, si può sostenere che l’innovazione si possa applicare a tutto.

FORMAZIONE – Nondimeno, non ci si può improvvisare innovatori: per quanto fondamentale, la creatività non basta. Qui entra in gioco il ruolo dell’istruzione: “Di Steve Jobs ce n’è stato uno: ora serve chi gestisca l’innovazione. È necessario che i giovani vengano formati all’innovazione – aggiunge Campanini – magari già dalle scuole medie, affinché poi si possano scegliere percorsi in grado di portarli ad occupazioni stimolanti e, come spesso accade, ben retribuite”. Sta ora ai giovani decidere da che punto iniziare a innovare: se stessi e il territorio intero.

Stefano Zaninelli

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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