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Sanità, 13 milioni
“di troppo” al
Cremonese

“Lo squilibrio nella distribuzione delle risorse sanitarie in provincia di Cremona e la relativa penalizzazione del nostro territorio ammonta, al 31 dicembre scorso, a poco più a 13 milioni euro, cifra calcolata con precisi indicatori quali: popolazione, numero anziani, nascite, infanzia, eccetera  che indica il reale fabbisogno del territorio”. Lo affermano i sindaci della commissione Sanità dell’Area omogenea del Cremasco, a pochi giorni dall’incontro con i vertici dell’Asst di Crema.

PENALIZZAZIONE – Già nel corso della riunione del 4 febbraio, con la direzione strategica dell’Ospedale Maggiore, i primi cittadini avevano evidenziato la penalizzazione del territorio cremasco rispetto al cremonese. In ballo ci sono risorse destinate al comporto sanitario per un ammontare di 13 milioni di euro: “nelle casse della sanità cremasca mancano questi soldi che, in compenso, sono stati destinati ad altre realtà provinciali”, spiegano i sindaci.

PRECEDENTI – Tuttavia, il fatto ha dei precedenti: “già in passato i sindaci cremaschi avevano rilevato questa anomalia, che affonda le radici in un peccato originale generato del calcolo della ripartizione su basi storiche e mai corretto, tanto che la forbice si è continuamente allargata. In due occasioni (marzo 2014 e settembre 2014) avevano informato la Regione e il direttore generale dell’ex Asl di Cremona di questa anomalia chiedendo di porre rimedio, ma con scarsi risultati”.

RIEQUILIBRARE – L’intento, avvertono dalla commissione Sanità, non è polemico né accusatorio: “chiediamo con forza ai nuovi dirigenti della sanità territoriale di porre rimedio a questa situazione con un riequilibrio graduale nella distribuzione delle risorse, che secondo un documento ufficiale  dei direttori di Ats Valpadana del novembre scorso dovrebbero essere cosi distribuite: 55,3 per il cremonese e 44,7 per il Cremasco. Questa richiesta verrà formulata ad Aldo Bellini direttore generale dell’Ats Valpadana durante l’incontro che la commissione sanità dell’area omogenea avrà con lui martedì 9 febbraio”.

PERSONALE – “I circa 13milioni di euro che penalizzano il Cremasco sono il frutto della non equa erogazione di finanziamenti in otto comparti che vanno dalla cura degli acuti all’assistenza domiciliare integrata. Strettamente legata alla distribuzione delle risorse è la questione dell’assegnazione del personale – concludono i sindaci della commissione Sanità – problema che abbiamo iniziato ad affrontare e che renderemo pubblico nei prossimi giorni”.

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