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Sanità, “Cremasco
penalizzato rispetto
al Cremonese”

Nella foto, l’ospedale di Crema.

Al Cremasco dovrebbe arrivare il 44,7% delle risorse stanziate per la sanità sul territorio provinciale, mentre il restante 55,3% dovrebbe andare al Cremonese. In realtà quanto viene destinato a Crema e dintorni corrisponde a poco più del 35%. Questa la situazione illustrata stamani da Aldo Casorati – sindaco di Casaletto Ceredano – nell’incontro tra la commissione Sanità dell’Area omogenea cremasca, la direzione strategica dell’Asst di Crema e alcuni rappresentanti delle case di riposo.

RIUNIONE – Chiesta dai rappresentanti del Cremasco, la riunione aveva l’obiettivo di fare il punto sulla situazione sociosanitaria territoriale – e sulle sue problematiche – in vista dell’incontro della commissione Sanità con Aldo Bellini, presidente dell’Agenzia per la Tutela della Salute Valpadana, previsto lunedì 8 febbraio. Alla riunione di stamattina, per l’Asst di Crema, hanno preso il direttore generale Luigi Ablondi, il direttore sanitario Ermanna Derelli, il direttore socio sanitario Gloria Mencatelli e il direttore amministrativo Roberto Savazza, al quale subentrerà entro l’anno Guido Avaldi.

RIEQUILIBRARE – Come spiegano i sindaci della commissione Sanità, “Dovesse permanere questa situazione ad essere penalizzati sarebbero i cittadini, che vedrebbero ridurre i servizi offerti dal’Asst cremasca”. Per i sindaci la situazione non è più sostenibile. Per questo “s’impegnano ad iniziare da subito un’azione per riequilibrare tali cifre, affinché vengano adeguate a quanto di competenza del nostro territorio”. In quest’ottica è ascritto l’incontro del 9 febbraio con i vertici dell’Ats Valpadana.

DOCUMENTO – Proprio nell’incontro con il presidente Bellini, i sindaci dell’Area omogenea cercheranno di porre fine all’inequità nella distribuzione delle risorse “certificando la fondatezza della richiesta di riequilibrio e chiedendo ai vertici di Ats di intervenire per porre rimedio a questo disequilibrio, concordemente definito inaccettabile”. Le cifre – estratte dal documento che verrà presentato all’incontro del 9 febbraio – verranno rese note nei prossimi giorni.

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