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Servizi e quartieri,
Tino Arpini lancia
l’SOS periferie

“Lo SOS periferie è quanto mai opportuno ed io rivolgo un invito ai cittadini residenti nei quartieri perché utilizzino il commercio del luogo, dove trovano relazioni sociali, sicurezza, assistenza all’acquisto e quindi anche convenienza. Mentre sul trasporto urbano dobbiamo solo sperare che il servizio Mio Bus sia integrato da corse sistematiche ad orario fisso, ma qui, chi deve decidere, fa il sordo”. È quanto afferma Tino Arpini, consigliere di Solo cose buone per Crema, in una disamina sui servizi nei quartieri.

Secondo Arpini primo grave deficit delle periferie è il trasporto urbano: la carenza nel servizio ha l’effetto di di “relegare al proprio domicilio” le persone anziane o di renderle “dipendenti dai propri familiari per soddisfare le più elementari necessità”, sia che si tratti di fare spesa al mercato, sia che si tratti di andare alle Poste.
Altro deficit segnalato dal consigliere riguarda la piccola distribuzione: “i quartieri sono ormai totalmente privi di qualsiasi servizio commerciale di prossimità e chi ne vanta ancora qualcuno li sta perdendo in modo preoccupante”. Per quanto concerne il quartiere di Ombriano “negli ultimi sei mesi hanno chiuso: un lavasecco, un frutta e verdura, un minimarket alimentare, un ferramenta, un orefice, un distributore di benzina, un ciclista, un bar, una banca, una posta”.
Ma l’amministrazione, secondo l’esponente di minoranza, non è ancora stata in grado di cogliere i segnali: “si agevolano operazioni di ampliamento o la conversione di aree artigianali a destinazione per nuove medie strutture di vendita, che non trovano giustificazione da auspicabili incrementi demografici. Forse tale scelta, concentrata su via Milano, era più propedeutica a creare la nuova area di culto per la moschea e beneficiare Coop Lombardia con nuovi ampliamenti e maggior visibilità. Come sostenere questa grande e crescente concorrenza, da parte dei negozi sparsi fra le nostre case? Si pensa di fare qualcosa per agevolarne la sussistenza come, ad esempio, allentare la morsa fiscale? Non ne sento parlare – conclude Arpini – perché non c’è questa sensibilità, nonostante l’analisi di aumento della popolazione anziana nelle nostre periferie”.

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