Cronaca

Cremona, “la Camera
di commercio resti
sul nostro territorio”

“Riteniamo una condizione fondamentale per aprire un dialogo fra le Camere ed un possibile progetto di aggregazione che la sede istituzionale della Camera di commercio resti sul nostro territorio. Insieme alla sede legale è inderogabile sancire il mantenimento e il potenziamento della sede territoriale di Crema”. Questo quanto condiviso nella conferenza stampa di stamani dall’associazione Industriali di Cremona, la Libera associazione artigiani di Crema, l’Asvicom Cremona, la Cna Cremona, Confartigianato imprese Crema, Ascom Crema e Ance Cremona.

MERITO – La premessa da cui partono le associazioni è un netto rifiuto della riforma delle camere di commercio, in quanto “non rispetta un criterio meritocratico, bensì penalizza indistintamente tutte le Camere”. Al contrario, la Camera di Cremona “ha sempre rappresentato un esempio di efficienza e la presidenza di Giandomenico Auricchio ha rappresentato elemento di competenza ed autorevolezza”.

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Marco Bressanelli, Berlino Tazza, Umberto Cabini, Giovanni Bozzini, Giulio Baroni

AGGREGAZIONE – Nell’ottica delle riforme, le associazioni di categoria vedevano di buon occhio l’ipotesi di accorpare più Camere di commercio: avrebbe significato “una unione che avrebbe dato senso e valore ad un polo di peso e spessore notevole, tra l’altro tra territori con caratteristiche simili e con enti camerali tutti ugualmente attivi nelle loro azioni territoriali”. Ipotesi saltata, contro i primi pronostici ottimisti.

ACCORDO – Abbandonata la prima idea, il percorso di salvataggio è stato orientato verso un accordo a due con l’ente mantovano. “Mantova – spiegano – aveva indicato una serie di condizioni ed elementi su cui condurre le trattative. Le nostre associazioni hanno a loro volta stilato un documento rispetto ad alcuni temi strategici per il territorio, documento sicuramente utile al nostro interno per poter trovare una posizione comune”.

INDEBOLIMENTO – Dunque, ecco la proposta di mantenere la sede legale della Camera in provincia – anche alternandola con Mantova, com’è stato proposto in conferenza stampa – partendo dall’indispensabile considerazione che “la nostra è una provincia che per tante ragioni è sempre stata spesso trascurata e che oggi, pezzo dopo pezzo, rischiamo di vedere indebolita ulteriormente anche attraverso il trasferimento di competenze, sedi direzionali e via discorrendo”.

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