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Ex scuola Charis, tra
pretese economiche,
truffe e ricatti

Nella foto, Angela Beretta, Stefania Bonaldi, Vincenzo Cappelli.

“Il Comune di Crema e la Fondazione Charis sono obbligati, in via solidale, alla restituzione delle somme oggetto del finanziamento regionale; in ragione di questa solidarietà, l’avvocatura regionale ha proceduto a presentare domanda di ammissione al passivo del fallimento della Fondazione e gli Uffici regionali hanno, al contempo, richiesto la restituzione del dovuto al Comune di Crema”. Questa la posizione di Regione Lombardia rispetto alla ex scuola di CL, espressa in una lettera del presidente Roberto Maroni (intergale in allegato), letta ieri sera dal sindaco Stefania Bonaldi in Consiglio comunale.

L’ACCORDO – La notizia è arrivata durante la discussione della mozione di Rifondazione (in allegato) sul tema. Secondo Maroni “Le due azioni (insinuazione nella procedura fallimentare della Charis e pretesa di rimborso dal Comune di Crema, nda) non sono assolutamente in contraddizione, visto il rapporto di solidarietà derivante dalla sottoscrizione dell’Accordo trilaterale sottoscritto il 28 marzo 2008. Nel caso la procedura di insinuazione sortisse per Regione la soddisfazione in tutto o in parte del proprio credito, le somme così recuperate verrebbero calcolate in diminuzione rispetto all’importo oggi richiesto al Comune di Crema”.

INDEBITO – La concessione della rateizzazione, prosegue la lettera, potrebbe essere concessa a patto che il Comune riconosca per iscritto l’indebito; onorate le scadenze, “Regione non procederà a compensazione consentendo, quindi, l’effettivo pagamento dei trasferimenti dovuti al Comune per ciascun esercizio finanziario”, ad oggi trattenuti. Per quanto concerne invece la procedura fallimentare della Charis, “le eventuali somme riconosciute a Regione Lombardia saranno decurtate dall’ammontare dovuto dal Comune”.

TRUFFA E RICATTO – Durissima la replica del sindaco in Consiglio: “ritengo che questa nota pervenutaci sia stata scritta con grandissima superficialità e sia provocatoria, contraddittoria e ricattatoria, perché ci chiede di dichiarare di essere responsabili dell’indebito; solo così la Regione sarebbe disposta a rimettere le compensazioni, che noi riteniamo illegittime. Vorrei avere l’opportunità di spiegare direttamente al presidente Maroni la situazione, perché con questa nota si rende complice di una truffa e di un ricatto i cui termini ritengo non siano da lui direttamente conosciuti”.

CONTRADDIZIONE – Irricevibile, secondo il primo cittadino, la proposta di riconoscere per iscritto l’indebito: “significherebbe contraddire quanto questo Consiglio ha dichiarato all’unanimità poco meno di due mesi fa. Questa istanza la ritengo irricevibile, ma lo dovrà ritenere anche il Consiglio comunale che così si è espresso. Questo documento verrà posto all’attenzione dei consiglieri perché si possano esprimere scegliendo se ribadire non valida la richiesta di pagare il milione di euro, o se, nel frattempo, si è cambiato idea”.

INSINUAZIONI – Come riepiloga il sindaco, con la Regione “avevamo concordato che il Comune si sarebbe insinuato nella procedura fallimentare della Charis. Così ha fatto, dichiarando inoltre che laddove si fosse insinuata la Regione il Comune si sarebbe ritirato. La Regione ha deciso di insinuarsi nella procedura di liquidazione volontaria, dichiarando testualmente (parole dell’avvocatura regionale) di essere creditrice nei confronti della Fondazione Charis, escludendo quindi in toto – ha concluso Stefania Bonaldi – di essere creditrice nei confronti del Comune”.

[Clicca sul link per la nota del presidente Maroni]
[Clicca sul link per la mozione di Rifondazione comunista]
[Clicca sul link per la replica scritta del sindaco Bonaldi]

Stefano Zaninelli

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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