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San Domenico,
studenti a lezione da
Marco Tullio Giordana

Nella foto, il gruppo degli studenti con il regista e le autorità.

Per i ragazzi l’esame più tosto è ormai alle spalle. Il maestro ha giudicato in maniera positiva il lavoro realizzato e già questo non è poco, ancor di più se a giudicare Micol e gli altri – cortometraggio realizzato dagli alunni della 5G del liceo Racchetti Da Vinci – è Marco Tullio Giordana. Un incontro, quello di stamattina in sala Bottesini, dove si è parlato del video e i ragazzi hanno avuto l’occasione di carpire utili consigli in merito alla rappresentazione di una storia, impressa su una pellicola o portata in scena su un palcoscenico.

MICOL – Particolarmente apprezzata dal regista l’audacia nel trattare temi molto cari alle nuove generazioni: dalle trasgressioni etiliche e psicotrope al ruolo delle nuove identità sociali – tra bulli e secchioni – calate nel contesti principali nei quali si muovono gli studenti: i locali notturni e la scuola. Il corto mostra la storia di una ragazza, Micol, che appena arrivata in una nuova classe si trova catapultata in un mondo segnato dalle etichette sociali, una realtà compressa tra due poli: quello della vita ipersobria dei cosiddetti secchioni e quella frivola e sregolata degli adolescenti alla moda o sballati.

Giuseppe Strada, Marco Tullio Giordana, Fausto Lazzari

MARIA – Con un salto di quasi due millenni, è stato poi presentato Il testamento di Maria, lo spettacolo in cartellone oggi (9 gennaio) al San Domenico. Tratto dal romanzo di Colm Toibin, ha spiegato Giordana, “mostra un’immagine differente da quella che noi abbiamo della madonna: mentre nell’iconografia tradizionale Maria è consapevole del destino di suo figlio e l’accetta, con Toibin invece emerge la figura di Maria mentre gli avvenimenti accadono, e lei non sa come andranno a finire. È uno spettacolo pensato per essere replicato in qualsiasi posto con qualsiasi scenografia: anche con l’attrice (Michela Cescon) con indosso solo uno straccio alla luce di un’unica candela”.

BELLEZZA – Lo spettacolo debutta al teatro San Domenico, “dove ricordo che molti anni fa mio fratello mi portava a vedere il cinema e dove ho visto molti capolavori western. È bellissimo – ha aggiunto il regista – tornare a Crema per portare in scena uno spettacolo teatrale, in un posto così bello come il teatro di piazza Trento e Trieste, una delle piazze che reputo tra le più belle d’Italia: come nei quadri di De Chirico, si ritrova lo stile del ‘660, del ‘700, quello romanico ed un pizzico di modernità, impreziositi dal monumento. È la piazza d’Italia perfetta. Crema è piana di questi tesori, che sarebbe bellissimo valorizzare”.

RILANCIARE – Il desiderio espresso dal regista, in sintonia con l’obiettivo del San Domenico, è quello di intessere una collaborazione con altri big cremaschi (quali Pietro Valsecchi e Luca Guadagnino) per rilanciare l’immagine della città. Stimolo colto al volo dal sindaco Stefania Bonaldi, stamattina presente all’incontro: “credo che gli amministratori abbiano il dovere di fare come i padri e le madri – ha affermato il primo cittadino – cioè di aiutare a crescere rispettando l’identità. Crema è un contenitore sempre a disposizione delle iniziative che vorrete proporre. Noi ci siamo, con l’intenzione di provare a realizzare qualcosa che sappia incidere sulla formazione e rimanga nel tempo”.

Stefano Zaninelli

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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