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Un anno coi Pantelù,
tra sorrisi gratuiti e
solidarietà senza sconti

Chi li conosce non risparmia sorrisi. Chi invece li non li ha mai visti non si preoccupi: anche l’anno che verrà loro non mancheranno. Ciò che più colpisce dei Pantelù, storico gruppo cremasco di volontariato, è l’inossidabile desiderio di donare un briciolo di felicità, a chiunque: “non vogliamo cambiare il mondo – spiega Renato Stanghellini, anima carismatica del gruppo – ma portare baci, sorrisi e magari qualche caramella, tutte cose che ti fanno render conto di come qualcosina di giusto, nella vita, si possa sempre fare”. Ma anche per la corazzata della solidarietà il 2015 è stato un anno tutt’altro che semplice. Ecco com’è andata.

CARNEVALE – L’anno si è aperto nel segno del Carnevale. Manifestazione martoriata dal maltempo, che ha bloccato le sfilate e costretto gli organizzatori ad acrobazie logistiche. “Anche per noi non è stato facile – spiega Stanghellini – abbiamo scontato un calo economico importante: sono venute meno quelle risorse che ogni anno ci permettevano di portare avanti le nostre attività. Ma l’anno prossimo ci riprenderemo: già da gennaio saremo al capannone per ultimare il carro”.

A CANESTRO – Dal carnevale al basket, i Pantelù anche quest’anno si sono dati appuntamento all’ombra dei tabelloni, con la seconda edizione del torneo La solidarietà va a canestro, memorial dedicato a Giorgio Stanghellini. “Siamo riusciti a raccogliere un po’ di soldini – commenta l’ex presidente dei Pantelù – che purtroppo non siamo riusciti a destinare alla beneficienza, non avendo risorse per finanziare le attività natalizie”.

MELUN E TEMPERA – Poi c’è stata la visita a Melun, dove ad ottobre l’amministrazione d’Oltralpe ha accolto la delegazione dei Pantelù in onore del gemellaggio siglato nel 2011. Da Melun si è tornati in Italia, a Tempera, frazione di L’Aquila colpita dal terremoto del 2009, dove i Pantelù hanno collaborato per la realizzazione di un centro polifunzionale (inaugurato nel 2014). Dopo la visita di quest’anno, l’appuntamento è rinnovato al 2016: “siamo rimasti in ottimi rapporti e anche l’anno prossimo vorremmo tornare a trovarli con un bell’uovo di Pasqua”.

NATALE – Era il dicembre del ’77 quando nacque il Natale dei Pantelù. “Alcuni colleghi stavano per essere lasciati a casa dalla fabbrica – racconta Stanghellini – così ci siamo fatti fare l’abito da una sarta e siamo andati da loro a dare qualche caramella: ci siamo detti che almeno così avremmo potuto portargli un po’ di allegria”. Da allora la tradizione non si è mai interrotta. Ogni anno i Pantelù, tra Santa Lucia e Natale, passano per le strade e nei luoghi della fragilità (dallo Zurla all’asilo, passando per la Pediatria) distribuendo caramelle, doni e sorrisi.

TRADIZIONE – Per Stanghellini “è gratificante vedere le vecchine commuoversi quando arrivano gli zampognari o sentire le mamme che si ricordano di trent’anni fa, quando anche loro venivano a prendere le caramelle. È una bella ricompensa, specialmente per le nostre ragazze e nostri ragazzi, che spendono molte serate confezionando dolciumi, pacchi di giocattoli e borse-scuola. La città lo sa, se ne accorge: molti cremaschi nel loro piccolo donano anche un po’ di soldi, ma per il volontariato continuano ad essere tempi difficili”.

ANNO NUOVO – Nel 2016 i Pantelù festeggeranno l’Epifania portando cesti ai Vigili del Fuoco e alle Forze dell’ordine, faranno visita al Vescovo e, per finire, agli ospiti de Il cuore di Crema. Desideri per l’anno nuovo? “Un po’ di armonia e, sia da parte dei cremaschi che dell’amministrazione, un po’ più di tempo e di risorse da dedicare al volontariato” conclude Stanghellini. E chissà che la Befana non lasci nella calza anche qualche concreta speranza per la realizzazione di un libro dedicato ai 40 anni di Pantelù a Crema, come sogna segretamente Renato.

Stefano Zaninelli

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