Cronaca
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Racchetti Da Vinci,
la settimana corta
è stata “congelata”

Niente più settimana corta al liceo Racchetti – Da Vinci, almeno per ora. Se ne ridiscuterà il prossimo 7 gennaio, giorno in cui è convocato il primo Consiglio d’istituto del 2016. Fino ad allora niente modifiche definitive al calendario scolastico né al Piano dell’offerta formativa triennale. Il provvedimento che accorcia la settimana da 6 a 5 giorni è stato “congelato” a seguito del Consiglio di martedì 22 dicembre. Rimane in attesa di essere ridiscusso, proprio come auspicato nel reclamo sporto dai genitori di alcuni studenti.

LA MOZIONE – L’eventuale adozione della settimana corta è stata rimandata al prossimo anno. Come spiega un docente dell’istituto – che preferisce rimanere anonimo – “si tratta di un blocco temporaneo: la questione verrà ripresa e verranno esplicitate tutte le posizioni; ad oggi il collegio docenti non si è ancora espresso. Nella riunione del 22 dicembre, il Consiglio ha preso visione della mozione firmata da 90 insegnanti (su 110) in cui si chiede la ridiscussione democratica e pacifica del provvedimento, con il coinvolgimento di tutte le anime della scuola”.

TEMA NOTO – La suddivisione dell’orario scolastico su 5 giorni non è una novità: negli anni scorsi sia il liceo Racchetti che il liceo Da Vinci, all’epoca istituti indipendenti, l’avevano presa in considerazione, salvo poi mantenere l’assetto originario. “Le condizioni sono cambiate – aggiunge il docente – ed ora bisogna lasciare decantare la polemica, che si porta dietro enormi strascichi. Per quanto concerne i docenti, alcuni sono a favore della settimana corta ed altri no, ma nel prendere una decisione simile bisogna rispondere alle necessità della scuola, dunque anche degli studenti, il 90% dei quali viene da fuori Crema”.

RESPONSABILITÀ – Sebbene non si possa parlare di spaccatura all’interno del collegio docenti, imputare tutte le colpe al dirigente, Celestino Cremonesi, non è corretto: “la Legge 107 del 2015 (legge di riforma La buona scuola, nda) conferisce al dirigente molti più poteri di quanti non ne avesse in passato, declassando invece il collegio docenti. A settembre, con l’approvazione delle linee guida in Consiglio d’istituto, sono state apportate anche modifiche all’organizzazione scolastica. Dato che quest’ultima compete al dirigente, lui ha fatto solo il suo dovere”.

CLIMA – “L’errore, semmai, è stato quello è stato quello di non aver capito il clima attuale dell’istituto. Ora c’è sicuramente più tensione: anche tra docenti non ci si fida più. L’atmosfera è cambiato ed è giusto far passare un po’ di tempo prima di tornare a discutere della settimana corta”, conclude il docente. La situazione non è delle migliori: la vittoria dei genitori nella battaglia alla settimana corta lascia sul campo pezzi importanti dell’anima della scuola. A gennaio il confronto definitivo.

Stefano Zaninelli

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