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Integrazione A2A-Lgh,
parere favorevole
del Cremasco

Nella foto, il Consiglio comunale di Crema in seduta.

Dopo il Consiglio comunale di Crema, anche l’assemblea dei soci di Scrp ha dato parere positivo all’acquisizione da parte di A2A del 51% delle quote di Linea Holding Group. È stato espresso ieri sera, 21 dicembre, in riunione, sia per quanto concerne la quote detenute da Scs Srl, sia per quanto concerne Cremasca servizi. Ma facciamo un passo indietro e partiamo dal Consiglio comunale del 19 dicembre.

IL DIBATTITO IN CONSIGLIO

Seduta comunale aperta dalla relazione del sindaco, Stefania Bonaldi, che ha spiegato come “non si tratta di acquisizione ma di un’integrazione societaria, che presenta diversi vantaggi: il rafforzamento della posizione della società da un punto vista finanziario; possibili economia di scala; il conseguimento del regime delle utility quotate in borsa”. Punti fermi resteranno “l’identità di Lgh e i brand territoriali, quali sono Lgh e Linea Gestioni,  che continueranno ad operare”.

Crema – che detiene quote per mezzo di Cremasca Servizi e Scrp – ne trarrà un guadagno di 10 milioni di euro, metà in cash e metà in azioni, da spartire così: 35% alla municipalizzata e il restante 65% al consorzio. Le risorse liberate verranno impiegate per “progetti strategici sovra comunali – ha aggiunto il sindaco – non si tratta di una svendita né di privatizzazione o di perdita controllo dei servizi, ma di un’iniezione di managerialità e competenza nella gestione societaria”.

Contrari all’acquisizione gli esponenti di Rifondazione Comunista, che hanno parlato di “una fagocitazioni di A2A nei confronti di Lgh”. Dell’avviso opposto Simone Beretta (Forza Italia): “io credo questa sia una grande battaglia di retroguardia: avrei venduto tutto”. Ma, per citare qualche dato snocciolato da Gianantonio Rossi (Pd), “Lgh ha chiuso il bilancio 2014 in passivo, quello semestrale del 2015 è sotto di 15 milioni di euro rispetto a quello dell’anno precedente e ha emesso obbligazioni per 300 milioni su un fatturato di circa 600 milioni”. La conclusione? “Se non procediamo a operazione di questo tipo, Lgh potrebbe andare semplicemente a gambe all’aria”, ha spiegato Emanuele Coti Zelati (SeL).

Rimane poi il nodo delle tempistiche: “a fronte dell’offerta vincolante di A2A avanzata nel mese di novembre, ci troviamo a discuterne a due giorni dalla scadenza”, ha lamentato Laura Zanibelli (Ncd). Il motivo, secondo i 5 Stelle, è semplice: “il sindaco, senza mandato del Consiglio, ha stretto accordi con gli altri sindaci e con le segreterie di partito”. Il punto fermo l’ha messo Antonio Agazzi (Servire il cittadino): “i cremaschi continuano a donare il sangue alle gestioni scriteriate del comune e Aem di Cremona, e archiviano il sogno di veleggiare verso un’area vasta differente da quella mantovana-cremonese”.

L’APPROVAZIONE IN SCRP

L'assemblea dei soci di Scrp

L’atto di indirizzo non lascia adito a fraintendimenti e si allinea con la decisione presa anche dagli altri soci di Lgh (nelle provincie di Cremona, Pavia, Lodi e Rovato). Come spiega Pietro Moro, presidente Scrp, “abbiamo raccolto le opinioni dei soci in un atto di indirizzo. Un atto che, ovviamente, per noi non era dirimente. Quel che è emerso è che nessuno ha espresso parere contrario all’operazione. Alcuni hanno posto maggiore attenzione non tanto alla scelta del matrimonio con A2A quanto più al percorso: tutti hanno condiviso l’inevitabilità dell’operazione, mentre le polemiche hanno riguardato il “come” si è arrivati a questa situazione”. Prossimo, fondamentale, passo sarà il Piano industriale che verrà redatto a seguito dell’acquisizione: “riguarderà il destino delle società operative – conclude Moro – e le ricadute economiche sui territori; lì si giocherà la vera partita”.

SODDISFATTI E DELUSI

“Il Pd, anche su questa partita, ha fatto e continuerà a fare la sua parte – commenta Matteo Piloni, segretario Pd provinciale – quella di contribuire a costruire le condizioni migliori per dare un futuro di efficienza ed efficacia ai servizi e ai cittadini.  Chi parla di svendita, privatizzazione o perdita di controllo, non solo sbaglia, ma non fa i conti con la realtà. Lgh, che peraltro è già una Spa, ha una dimensione insufficiente per competere sul mercato. Questa operazione punta, tra le altre cose, a rafforzare e ricollocare gli assets societari, oltre che liberare risorse importanti per i nostri territori”.

D’accordo anche Franco Borso, deputato di SeL, che spiega: “la scelta compiuta è un toccasana? Una sicurezza? Certamente no. Tuttavia, con l’imminente fine del regime di mercato tutelato per gas e luce, solo una società di servizi che copra il territorio lombardo ha l’occasione di diventare un’opportunità per garantire ai cittadini più efficienza, tariffe sotto controllo e una maggiore tutela ambientale. È solo una società di questo tipo che potrà più facilmente adottare un piano industriale in cui l’impianto di incenerimento di Cremona risulti marginale ed improduttivo”.

Netta, invece, l’opposizione all’operazione da parte, invece, dei gruppi di Rifondazione comunista e della Lega Nord di Crema, più volte ribadita in occasioni pubbliche.

Stefano Zaninelli

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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