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“Fuori dal coro”: la stampa
cremasca non allineata
nel libro di Andrea Galvani

Nella foto, un dettaglio della copertina del libro.

I fatti e le opinioni di Crema e del Cremasco vengono oggi raccolti e riportati da 10 testate giornalistiche (cartacee ed online, con differente periodicità), almeno 2 reti televisive e altrettante stazioni radiofoniche. Una platea considerevole, figlia in parte del progresso, di internet e dei social networks, ma anche della spinta rivoluzionaria della stampa cremasca non allineata. E proprio su questa tematica riflette Andrea Galvani – direttore del quotidiano Crema On Line – nel libro Fuori dal coro, che verrà presentato venerdì 11 dicembre alle ore 21 presso la sala Ricevimenti del Comune di Crema.

Edito dalla Libreria Dornetti, Fuori dal coro si presenta come un prezioso compendio della Storia della stampa cremasca non allineata, come recita il sottotitolo. Con dovizia di particolari e rigore storico, Galvani racchiude in 295 pagine gli aspetti salienti dell’epoca che ha sdoganato il pluralismo dell’informazione cremasca. Lo fa analizzando tre riviste mensili fondate tra la fine degli anni ’70 e gli anni ’80 – Punto a capo, Ipotesi 80 e Kontatto – a ognuna delle quali è dedicato un capitolo. Un quarto capitolo chiude il libro fornendo un’ampia panoramica di tutti quegli organi di stampa – in forma cartacea e digitale – che hanno raccontato qualcosa di Crema e del territorio cremasco dall’800 ad oggi.
Vale la pena citare un estratto dell’introduzione del libro, per capire il contributo che il volume apporta ad una seria, e ormai ineludibile, riflessione sullo stato di salute dell’informazione cremasca attuale:

Per comodità, per necessità aziendali o per carenze proprie, il mondo dell’informazione spesso si limita agli aspetti superficiali, fatti di propaganda e proclami. Dai tempi di Platone […] a Giovenale […], sino all’epoca recente, il quarto potere ha sempre giocato un ruolo fondamentale nella costruzione della società, tentando di rispondere coi fatti all’annoso quesito, per dirla con Alan Moor: Who watches the watchmen? Chi controlla i controllori?

La risposta alla domanda non è che una: i lettori, gli stessi consumatori finali che nell’incontro di venerdì 11 dicembre potranno farsi un’idea più accurata sul passato e presente dei watch dog, i cani dai guardia dei potenti. Altrimenti detti giornalisti.

Stefano Zaninelli

© RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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