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Istruzione, “la deriva
laicista della scuola è
colpa della sinistra”

Il tema della multiculturalità e dell’inclusione sta suscitando aspri dibattiti, anche alla luce di episodi quale quello di Rozzano, dove la Festa di Natale scolastica è diventata la Festa d’Inverno. In questo quadro si inserisce la riflessione di Antonio Agazzi – capogruppo di Servire il cittadino – espressa in una lettera al direttore. Di seguito l’intervento completo.

“Ho frequentato solo scuole statali – scrive Agazzi – Università compresa. Il destino ha poi deciso che finissi a lavorare in Università Cattolica, privilegio davvero grande, ogni giorno ne ho conferma. Dico questo per segnalare che non ho mai avuto alcun genere di pregiudizio nei riguardi della scuola di Stato, anche se ho sempre ritenuto legittimo scegliere, da parte delle famiglie, un percorso formativo differente, diciamo più caratterizzato nella direzione educativa che le stesse reputano più coerente con le proprie convinzioni e con i valori che intendono trasmettere ai figli.
Ora, tuttavia, considerata la deriva non laica ma laicista che la scuola di Stato sempre più spesso pare assumere (senza voler generalizzare, perché tanti insegnanti e dirigenti scolastici continuano a comportarsi con equilibrio ovunque esercitino la loro missione formativa), tra tentativi di imporre approcci ideologici, visioni di parte, estromissione dei cardini della nostra cultura e civiltà – diceva Benedetto Croce che non possiamo non dirci cristiani – comprendo ancora più di un tempo chi opta per la scuola paritaria, spesso di matrice cattolica. Non esiste che, con il pretesto delle scuole multietniche, si tenti di cancellare ciò che rimanda ai simboli e alle tradizioni religiose e culturali cristiane, magari senza che neppure siano gli islamici a richiedere ciò – e ci mancherebbe! – ma per compiacere un proprio, intimamente radicato sentimento antireligioso, anticattolico, anticlericale. In tutto ciò, le responsabilità della sinistra cultural-politica sono enormi”.

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