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Crema, polveri sottili:
da otto giorni livelli
oltre il valore limite

A Crema tira aria di inquinamento. Lo confermano i dati Arpa relativi agli ultimi otto giorni. Secondo le rilevazioni, i livelli di pm10 si sono mantenuti al di sopra del valore limite di 50 microgrammi per metro cubo d’aria, fino a toccare la soglia record di 100 microgrammi.

A partire da mercoledì 25 novembre il cielo cremasco si è notevolmente appesantito (come mostra il grafico). La “settimana nera” è iniziata con un’impennata dei valori delle polveri sottili, passati dai 69 microgrammi di mercoledì agli 80 del giovedì. Netto miglioramento il giorno seguente, venerdì, quando il livello è sceso a 55 microgrammi. Ma la tregua è durata poco: sabato i pm10 erano già saliti a quota 67. L’incremento è proseguito nei giorni successivi – 82 domenica e 87 lunedì – fino a toccare quota 100 microgrammi martedì 1 dicembre. Ieri, mercoledì 2 dicembre, il livello è calato fino ad attestarsi ad 80 microgrammi.

Nella norma invece gli altri parametri monitorati. Si tratta anzitutto del monossido di carbonio, che negli ultimi sette giorni non ha mai raggiunto il livello d’allerta, pari a 10 milligrammi per metro cubo d’aria. Il valore massimo è stato registrato ieri – 1,9 milligrammi – mentre il minimo – 1,2 milligrammi – sabato e lunedì. Stesso discorso per quanto concerne il biossido di zolfo: né il valore limite (125 microgrammi) né la soglia d’allarme (500 microgrammi) sono mai stati raggiunti. La concentrazione maggiore di biossido è stata registrata sabato 28 novembre: 5 microgrammi. A titolo di completezza, i livelli di ozono più alti sono stati rilevati il 23 novembre, pari a 50 microgrammi, mentre negli ultimi cinque giorni sono scesi sotto i 10 microgrammi – soglia d’informazione 180, soglia d’allarme 240.

Com’è noto, il problema non riguarda solo Crema: buona parte della Lombardia occidentale – in particolar modo l’area metropolitana milanese – presenta livelli di inquinamento ben oltre i valori limite. “La questione non può esser posta solo a livello locale – commenta Matteo Piloni, assessore all’Ambiente – ma deve coinvolgere il livello regionale e nazionale. Sappiamo bene qual è la situazione, per questo negli ultimi anni anni abbiamo cercato di sensibilizzazione, avanzare proposte – come quella contenuta nel Pums, nda – ed organizzare iniziative. Tuttavia, per quanto l’aria ne possa indubbiamente beneficiare, non è lasciando a casa l’auto per una settimana che la situazione cambia. La questione climatica va oltre le best practice: serve una nuova coscienza, che guidi una normativa più stringente e incentivi il trasporto pubblico”.

Stefano Zaninelli

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