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Sanità, Malvezzi dopo
la vittoria: ‘Ora integriamo
ospedale e territorio’

“Obiettivi raggiunti: miglioreremo un sistema sanitario già di eccellenza e garantiamo a Crema e al Cremasco la sua autonomia gestionale”. Così ha esordito il consigliere regionale Del Nuovo Centrodestra, Carlo Malvezzi, durante la conferenza stampa presso l’ospedale di Crema, dove ha illustrato i contenuti della nuova legga “Evoluzione del sistema socio sanitario lombardo”.
“È stata una vittoria innanzitutto del metodo di lavoro – ha spiegato Malvezzi – fatto di ascolto e confronto con gli operatori e i territori. Voglio ricordare la mia idea di istituire in provincia di Cremona la Consulta territoriale sulla Sanità che ha raccolto contributi fondamentali poi fatti avere a Maroni”.
A proposito dei contenuti, Malvezzi chiarisce che non si tratta di “nessuna rivoluzione del sistema sanitario, ma di una sua evoluzione  viste le mutate condizioni sociali e demografiche”.
Otto saranno le ATS (Agenzie di tutela della Salute) al posto delle 15 ASL, con funzioni di programmazione e condivisione delle scelte dell’Assemblea dei sindaci. Poi la trasformazione delle Aziende Ospedaliere in ASST: nessun declassamento degli ospedali, che continueranno a fare il loro lavoro ma si occuperanno anche di erogazione dei servizi sul territorio. “Qui ha puntualizzato Malvezzi – deve avvenire il vero cambiamento: l’integrazione tra il sistema sanitario e quello socio-sanitario; tra ospedale e territorio”. Infine la costituzione della Agenzia di Controllo, soggetto terzo dotato di autonomia con compiti di valutazione della qualità dei servizi e della spesa sanitaria.
“Come cambia il nostro territorio? Avremo – ha chiarito Malvezzi – un’unica ATS per le province di Cremona e Mantova e tre distinte ASST: Crema, Cremona e Mantova”. La riorganizzazione del sistema porterà, spiega l’esponente del Nuovo Centrodestra, “ad un risparmio, su tutto il territorio regionale, di circa 300 milioni di euro, che il presidente Maroni ha già detto di voler reinvestire nel sistema per la riduzione dei ticket, delle liste d’attesa e delle quote di partecipazione per i ricoveri nelle RSA per le persone meno abbienti”.
Malvezzi ha concluso sottolineando che, per il riconoscimento di ASST a Crema, “è stata determinante l’unità di intenti tra gli operatori e rappresentanti istituzionali; la qualità dell’ospedale di Crema; la tenacia dei sindaci nel documentare questa volontà; la capacità di ascolto e determinazione delle forze di maggioranza che governano la Regione Lombardia”.
Da ultimo, una battuta finale: “Abbiamo sfatato una leggenda: gli interessi dei cremaschi tutelati solo dai cremaschi. Questa riforma è stata votata anche da un cremonese”.

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