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‘Noi, le ragazze
del calcio’: il lato rosa
dell’A.C. Crema 1908

Hanno tutte dai 22 ai 36 anni, c’è chi ha cominciato in tenera età a prendere a calci un pallone e chi ha deciso di provarci da qualche anno, c’è chi gioca perché «è lo sport di squadra per eccellenza» e chi sfoga sul campo tutte le tensioni accumulate durante la giornata. Hanno tutte grinta da vendere e le idee chiare. Sara Miori, Chiara Clemente, Alice Casorati, Arianna Piacentini, Clara Bonizzi, Jessica Raimondi Cominesi, Nicole Scaravaggi, Angela Rossetti, Eleonora Cimaschi, Alice Berselli e Giulia Carra: sono loro le componenti della squadra femminile a 5 dell’A.C. Crema 1908, capitanate da Andrea Cerioli e Michele Marazzi. A chi si domanda da dove arrivi la loro passione, rispondono che sono state trasportate da fratelli maggiori, oppure semplicemente si sono trovate con il pallone fra i piedi, giocando al campetto dietro casa o per le strade del quartiere. Ragazze serie e impegnate che vogliono sfatare i tanti luoghi comuni sul calcio. Basti pensare, infatti, che solo nel 1968 nasce la Federazione Italiana Calcio Femminile, e solo due anni dopo, nel 1970 si costituisce la vera e propria serie A femminile.

Perché giocare a un gioco che per anni è stato considerato, erroneamente, solo maschile? «Anche la pallavolo è uno sport femminile, eppure ci sono squadre di uomini pallavolisti fortissimi» tuona, da buon difensore, Chiara Clemente. «Siamo perfettamente d’accordo» continuano le altre «vale lo stesso discorso al contrario». E attacca la punta Clara Bonizzi: «Di certo l’abbigliamento non aiuta, ma nel modo di fare team e di gestire i rapporti in campo può emergere molta femminilità». Sfatiamo qualche luogo comune, sul campo la sensibilità aiuta, ma la litigiosità a volte non porta buoni risultati. «Ne siamo consapevoli – prendono la parola quasi unanimemente – ma giochiamo anche per superare certe debolezze e far prevalere la ragione. Poi, diciamolo, in ogni settore, la sensibilità è un valore aggiunto, basta saper gestire l’emotività, si tratta di un sentimento diverso».

Come sono i rapporti negli spogliatoi? Che clima si respira? Ridono, anche se Arianna Piacentini ci tiene a chiarire: «Non ci crede nessuno, ma tra lo spogliatoio femminile e quello maschile ci sono ben poche differenze. Ognuno ha i propri riti, anche noi abbiamo i nostri». Visto da fuori il calcio femminile è meno appassionante del calcio maschile o è un logo comune? «Non direi meno appassionante» sottolinea Chiara Clemente «semmai meno d’impatto: le donne sono più lente nei movimenti, hanno una fisicità e una resistenza differente rispetto all’uomo. Ma in quanto a tecnica direi che non abbiamo nulla da invidiare all’altro sesso. Veniteci a vedere: provare per credere.

Cosa pensate dell’associazione sportiva A.C. Crema 1908 e del progetto della dirigenza? «Siamo entusiaste e onorate di far parte dell’associazione. Si respira un clima famigliare ma al contempo senti di far parte di una società seria ed estremamente professionale. Non vediamo l’ora di conoscere in persona la dirigenza e l’intera famiglia. Ci aspetta un anno intenso e noi siamo pronte».

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