Cronaca
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Profughi alle ancelle, Bonaldi: ‘In quel
rifiuto non riconosco la mia città’

Grande sconcerto da parte del sindaco di Crema Stefania Bonaldi in merito alla vicenda degli immigrati che la Diocesi si era detta disponibile ad ospitare presso l’istituto Ancelle ma che ha poi a cambiato idea in seguito alle vibranti proteste dei genitori dei bambini che frequentano la scuola diocesana Manziana. Mentre la scelta della Diocesi di tornare sui propri passi ha suscitato il plauso dei genitori, il primo cittadino cremasco si dichiara sorpreso e amareggiato da quanto accaduto.

“In quelle immagini, in quelle parole, in quel l’epilogo di rifiuto non riconosco la Città che ho il privilegio di amministrare, insieme a tante persone legate da un unico e forte denominatore comune: una visione solidale della società e della comunità, anche di quella cittadina” dice Bonaldi in un commento sulla propria pagina Facebook. “Crema e i Cremaschi, per lo meno la maggior parte di loro, non sono e non vogliono identificarsi in quelle parole e in quelle immagini”.

Il sindaco però guarda avanti e pensa a possibili alternative soluzioni di accoglienza. “Insieme agli assessori e ai consiglieri comunali penseremo immediatamente soluzioni concrete per riscattare la nostra città da una pagina che non le fa onore e solleciteremo l’impegno, la passione, le energie positive e generose di tutti i cittadini di buona volontà per una azione concreta verso i profughi e per educare i nostri figli a sentimenti di accoglienza e di solidarietà”.

LaBos

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