“Correte, ho i ladri alla mia porta”
15 minuti di terrore per due donne
CREMA – “Aiuto correte, ho i ladri alla porta che stanno cercando di scassinare la serratura per entrare”. Chi lancia questa angosciante richiesta di aiuto è una donna di Crema che martedì notte alle 4 del mattino si è svegliata perché ha sentito dei rumori alla porta di casa e ha chiamato i carabinieri. O meglio, ha fatto il 112 e ha bisbigliato la sua richiesta all’operatore. Sussurato perché aveva il terrore che i ladri la sentissero e, una volta dentro, facessero del male a lei e alla sua anziana madre.
La donna abita in un caseggiato di un quartiere periferico cittadino. Ha già subito un furto di recente e martedì alle 4 è stata svegliata da dei rumori. Senza accendere le luci si è portata nell’ingresso e ha udito chiaramente che qualcuno stava forzando la serratura. Con il cuore in gola ha peso il telefono e chiesto aiuto. E qui c’è qualcosa che non va, perché il numero unico di soccorso, è necessario dirlo, non funziona. Infatti, alla donna ha risposto un solerte operatore di Brescia che si è fatto dire che cosa succedeva. Quindi, ha smistato la telefonata ai carabinieri i quali, a loro volta, si sono fatti ripetere perché la donna chiedesse il loro intervento. Perché l’operatore di Brescia ascolta e decide a chi deve passare la telefonata, ma non informa del motivo della chiamata. La povera signora ha dovuto bisbigliare un’altra volta che aveva i ladri che stavano per entrare in casa e che voleva aiuto. Subito.
Subito? Ma non se ne parla neppure, perché passata una manciata di minuti e con i ladri sempre più vicini a entrare, visto che non arrivava nessuno, la vittima ha cominciato a urlare, sperando di spaventare i ladri, di svegliare qualche vicino, di provocare una reazione. E le è andata bene, perché i banditi, capito che l’elemento sorpresa era andato a farsi benedire, se la sono data a gambe.
E quando sono arrivati i nostri? Secondo la donna dal momento in cui ha alzato il telefono alla comparsa dei carabinieri sono passati 15 minuti. Un tempo troppo lungo per chi ha bisogno urgentemente di aiuto.
Restiamo del parere che così come è strutturato il numero unico non sia funzionale. Pensate su un incidente grave: perché il richiedente che ha davanti a sé persone in pericolo di vita deve ripetere due volte la sua richiesta? O pensiamo a quel che è successo a Offanengo, dove l’interlocutore del numero unico ha passato la telefonata al 118 e non alle forze dell’ordine e così gli uomini di soccorso si sono trovati davanti alla casa della strage senza avere la possibilità di intervenire e hanno dovuto attendere l’arrivo delle forze dell’ordine. Funziona così? A noi non pare vada bene.
Pgr
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