Frode all’Inps per 360mila euro
378 denunciati dalla Finanza
La caserma della Guardia di Finanza di Crema
CREMA – Al termine di un’attività di indagine durata oltre un anno, i finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria hanno constatato l’indebita percezione a vario titolo, ai danni dell’Inps, da parte di numerosi soggetti residenti a Cremona e anche nel cremasco. Alla fine sono state 378 le persone nei confronti delle quali sono stati accertati gli illeciti, per un totale di oltre 360mila euro accertati di somme indebitamente erogate. I cremaschi finiti nella rete sono circa 150 e gli stranieri sono in minoranza, ma sempre un numero percentualmente consistente. Nei casi più gravi i soggetti si sono resi responsabili di reati che vanno dalla truffa aggravata per il conseguimento di prestazioni pubbliche, all’indebita percezione di erogazioni in danno dello Stato, alla falsità ideologica e all’uso di atto falso. In particolare, i finanzieri hanno anche scoperto che due fratelli di origine nord africana, hanno continuato a percepire sino a tutto il mese di aprile del 2013 le indennità e i benefici previdenziali spettanti a un loro congiunto che però era deceduto nel Paese d’origine nel mese di marzo del 2011. Quest’ultima circostanza è stata accertata grazie alla collaborazione dell’Interpol. Nel corso delle indagini i due fratelli, vistisi scoperti, si sono anche procurati un falso certificato di morte che è stato presentato alle autorità italiane allo scopo di depistare gli investigatori e dimostrare che il congiunto era deceduto nel 2013. Su disposizione della procura di Cremona, le Fiamme Gialle hanno eseguito il sequestro preventivo, in funzione della confisca per equivalente, di circa 21mila euro in contanti, quale profitto del reato, rinvenuti su tre conti correnti bancari, carte prepagate e presso l’abitazione degli stessi. Vi sono poi altri casi clamorosi, quali il nordafricano che, pur avendo trasferito il proprio nucleo familiare nel Regno Unito, aveva falsamente attestato la frequenza del figlio minore in un istituto scolastico cremonese, riscuotendo indebitamente l’indennità di frequenza, ovvero dell’ucraino che aveva fatto rientro nel Paese di origine pur continuando a mantenere la residenza anagrafica in Italia, al fine di percepire, anche in questo caso illecitamente, l’indennità d’accompagnamento. Tutti sono stati segnalati all’Inps, che procederà al recupero delle indennità indebitamente concesse, e alla Corte dei Conti – Sezione Giurisdizionale di Milano per l’eventuale ipotesi di danno erariale.
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