Cronaca

“Pea ha lasciato un biglietto”
Strage probabilmente pianificata

In prima pagina, la villa della strage con i carabinieri della scientifica;

La bara entra nella villa per recuperare uno dei corpi

Nell’articolo, Michael Pea, ucciso dai colpi di pistola del padre

AGGIORNAMENTO – Fabiola Provata è stata trasferita questo pomeriggio all’ospedale di Cremona, dove si sta valutando quando eseguire una seconda operazione, questa volta alla testa, per ridurre il forte trauma cranico che la donna ha subito quando sarebbe caduta sulle scale di casa, mentre tentava di sottrarsi ai colpi di pistola del marito. La donna è sempre in prognosi riservata, anche se le sue condizioni sono in via di miglioramento. Non sarebbe in pericolo di vita, ma è sotto la lente d’ingrandimento un colpo che sarebbe finito vicino alla spina dorsale.

OFFANENGO – “Francesco Pea ha lasciato un biglietto. E’ nelle mani dei carabinieri”. E’ la notizia che è corsa ieri sera quando, a bocce fermo, si è cercato di fare il punto sulla strage familiare che

ha sconvolto a nostra zona. Ricostruita la scena del delitto e quel che è successo nella villa di via Circonvallazione sud, al numero 59c, una villa protetta da un muro divisorio, abitata da cinque anni da una famiglia che con in vicini aveva poco o nulla a che fare, dove il padrone di casa Francesco Pea, 52 anni, originario di Pavia, aveva fatto fortuna con i videopoker intuendo, prima degli altri, il business di queste macchine infernali. La fortuna economica arrivata in poco tempo aveva portato la famiglia a godere di agi insperati fino a poco tempo prima. Dopo essersi trasferita da Ripalta Arpina a Offanengo, Pea aveva acquistato la villa e l’aveva completamente ristrutturata. Poi però, qualcosa aveva cominciato a girar storto e negli ultimi tempi la concorrenza e la crisi avevano minato il commercio della ditta, nella quale c’era come socio uno dei fratelli. Alle difficoltà economiche si erano aggiunte quelle del vivere quotidiano, con la moglie Fabiola Provana, 49 anni, originaria di Chieve, che mostrava insofferenza per la nuova situazione. Tuttavia, il disagio non era percepito da alcun vicino, nessuno sapeva. Ieri mattina, l’epilogo.

“Correte, colpi di arma da fuoco in via Circonvallazione sud, al 59c”. La telefona al 112. L’operatore chiama, sbagliando, prima il 118 e auto medica e ambulanza si trovano fuori dalla villa senza la possibilità di entrare e con la prospettiva che dentro ci sia una persona armata decisa a tutto. Passa un minuto e arriva una pattuglia di carabinieri di Romanengo, seguita a breve dalla polizia di stato di Crema. Quindi arrivano altri carabinieri. Si decide come operare: i carabinieri faranno il giro della casa, gli agenti faranno irruzione. Aperto il cancello, subito si vede Fabiola  Provana a terra tra la porta laterale della casa e il vialetto: sanguina. Viene soccorsa dagli operatori del 118 e portata in ospedale. Ha colpi di arma da fuoco, almeno tre, che l’hanno colpita al torace. Sarà operata subito e le verrà asportato un rene. E’ in prognosi riservata. Le ferite le hanno provocato lesioni agli organi interni e c’è pericolo di infezione. la donna è continuamente monitorata dalle macchine.

Intanto gli agenti aprono la porta della villa, mentre i carabinieri entrano dal retro. Nel corridoio la scena è agghiacciante: a terra a due metri dalla porta c’è il cadavere di francesco Pea. Si è sparato due colpi alla testa ed è morto. Ha ancora la pistola in mano, una calibro 38 sulla quale si stanno facendo indagini, ma sembra che sia stata regolarmente denunciata. Poco più là, vicino alle scale, c’è il corpo del figlio Michael, 21 anni, studente universitario. Il ragazzo, colpito da tre colpi di pistola, rantola. Subito viene fatto entrare il medico che si occupa di lui e cerca di soccorrerlo. Il ragazzo però perde quasi subito conoscenza e i tentativo di rianimarlo non hanno esito: Michael muore.

A quel punto la scena è ferma. Gli investigatori cominciano a studiare il luogo per capire che cosa è successo. Arrivano i carabinieri della scientifica. Nel pomeriggio sul posto anche il sostituto procuratore Fabio Saponara visita la vila. Più tardi anche il comandante della legione carabinieri di Cremona, il tenente colonnello Cesare Lenti, è sul posto per rendersi conto di quel che è successo. Verso le 17.30 l’atto finale, con le bare con i cadaveri delle due vittime escono dalla villa che viene chiusa con i sigilli.

Il film della tragedia viene riferito da una vicina, Valentina Fabbiani la quale, sentiti i primi due colpi di pistola, si mette alla finestra che dà sulla villa dei vicini e sente quel che succede. Prima due colpi e le grida della donna; poi Francesco Pea chiude le finestre, rincorre la moglie che, dalla camera da letto, dove era stata colpita una prima volta, cerca scampo scendendo le scale e cercando di uscire, la raggiunge e le spara altri due colpi. La donna cade, si ferisce alla testa e resta inanimata a terra. Pea pensa di averla uccisa. L’uomo grida: “Non si può andare avanti in questo modo”. Arriva il figlio che stava dormendo e il padre gli spara tre colpi. Il ragazzo cade a terra. E’ in mutande; il genitore prende una coperta e lo ricopre. Poi va verso la porta e si mette la pistola alla testa e spara gli ultimi due colpi e cade morto. La moglie si rianima e cerca la fuga, apre la porta che dà sul viaggetto e  grida: “Mio marito mi ha sparato, aiutatemi”, quindi cade a terra.

Pier Giorgio Ruggeri

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