La ruota non c’è più
ma continua a far discutere
CREMA – La ruota panoramica non c’è più, ma continua a far discutere con scambi di accuse, lettere, interrogazioni che pare interessino piuttosto poco i cittadini, ma che a livello di consiglio comunale continuino a generale botta e risposta che non lasciano soddisfatti i duellanti. In pratica, si versano se non fiumi, rigagnoli d’inchiostro per parlare di una struttura che è arrivata, ha fatto la sua figura e se n’è andata, caratterizzando per un mese un pezzo di Crema, forse anche e dando idee su piazza Garibaldi, difficile da gestire, alimentando senz’altro polemiche, ma di certo non stravolgendo la vita dei cremaschi.
Comunque, ecco gli ultimi due interventi, quello del consigliere Simone Beretta e quello del consigliere di Confcommercio, associazione che ha portato la ruota a Crema, Graziano Bossi.
Simone Beretta
Di certo non si può dire che la trasparenza alberghi a palazzo comunale con l’attuale giunta e la maggioranza di sinistra che la sostiene. Se c’era bisogno di una qualche conferma ci ha pensato bene l’assessore al Bilancio Dott.ssa Saltini a fornirne la prova rispondendo alla mia interpellanza in consiglio comunale anche sulla
ruota panoramica.
La ruota panoramica non è arrivata a Crema perché proposta da un’associazione di categoria come si evincerebbe dalla delibera di merito, delibera che, a questo punto, risulta non essere completamente conforme alla verità. Rispondendo infatti ad una mia precisa domanda: “Se la ruota panoramica proposta dall’Associazione Confcommercio Cremona non sia stata prima proposta dall’assessore Saltini ad altre associazioni?” l’assessore ha risposto che la cosa corrispondeva al vero. Quindi non è stata la Confcommercio a farsi viva sussidiariamente in amministrazione comunale proponendo una ruota panoramica per Crema, bensì è stata l’amministrazione comunale attraverso la Saltini a proporre la ruota panoramica alle associazioni di categoria. Insomma il comune era impegnato a tentare di piazzare una costosa e privatissima ruota panoramica per Crema. Ma proporre a terzi una ruota panoramica di terzi rientra nelle competenze di un’amministrazione comunale? Per di più rinunciando al plateatico e ad entrate certe sui parcheggi che si sono dovuti sopprimere per far spazio ad una ruota panoramica. Quindi è pure falso che la ruota panoramica a Crema non sia costata nulla alle casse comunali. E’ costata oltre 20.000 euro di mancati introiti al comune e perdite secche per tante attività commerciali che nessuno risarcirà loro e solo per far realizzare un business al proprietario della ruota stessa. Non rendersi conto di cotanta dabbenaggine amministrativa preoccupa seriamente. Una ruota panoramica che non ha di certo influenzato l’arrivo di turisti “stranieri” i quali dopo aver visitato l’Expo non sono cero saliti di corsa su pulman pullman organizzati per venire a Crema a portare valore aggiunto allo sviluppo socio economico e turistico del territorio. Averlo pensato è la cosa più irragionevole possibile. Sono così ansiosi di portare stranieri a Crema che hanno pure pensato di stampare un opuscolo di iniziative per l’Expò, per la verità sono le stesse che da anni si vanno ripetendo in città, solo che è scritto tutto in italiano, la lingua più difficile da parlare e che solo qualche rarissimo straniero è in grado di tradurre. La ruota panoramica non aveva nulla, ma proprio nulla a che fare con l’expo, è stato un un business fine a se stesso rispetto al quale l’amministrazione comunale di Crema ha rinunciato ad incassare il dovuto. L’assessore Saltini non ha neppure risposto al mio rilievo rispetto al fatto che la delibera di giunta vietava “lo svolgimento di iniziative a carattere commerciale dove è prevista la vendita diretta dei prodotti”. Si è arrampicata sugli specchi parlando di una determina dirigenziale autorizzativa la quale se contrasta, come contrasta, con la delibera di giunta conta come il due di picche quando la briscola è danari. Quindi, come la mettiamo? Se fare business è lecito, farlo a spese di ignari cittadini no e senza un “tornaconto” reale per Crema diventa improponibile ed inaccettabile. Inopportuno e onestamente ai limiti della legittimità. Non mi aspetto saggezza da una maggioranza e da un assessore al Bilancio che dopo averci fatto approvare qualche settimana fa un “bilancio farsa” ora ne chiede la “riapprovazione” Errori che costano cari alle tasche dei cittadini. Così non va bene proprio niente!!!
Graziano Bossi
Entrare nell’agone del dibattito politico è l’ultimo dei pensieri di Confcommercio e, sicuramente, non è nella sua mission. Sentiamo tuttavia di dover fare qualche considerazione sull’intervento del consigliere Beretta in merito alla ruota panoramica installata a Crema.
Prima considerazione. La ruota panoramica è stata un esperimento innovativo che ha sicuramente portato migliaia di persone nel centro di Crema. Che piaccia o no, questo è un dato di fatto e chiunque sia stato in città a maggio, specie durante i weekend, ha visto le lunghe file di persone in coda per salire sulla ruota. Le nostre caselle mail e i social testimoniano che questo afflusso è risultato gradito alla stragrande maggioranza dei commercianti. I commenti e le testimonianze sono sotto gli occhi di tutti, con buona pace dei “catastrofisti”. Sicuramente, come tutti gli esperimenti, in futuro, se l’iniziativa venisse riproposta, potrebbe essere migliorata, ma crediamo che Crema e i suoi visitatori abbiano promosso la ruota a pieni voti.
Seconda considerazione. Siamo nell’anno dell’Expo e il Comune ha varato un calendario di eventi ricco e variegato, che ha coinvolto, nell’organizzazione, tutte le Associazioni di categoria. Riteniamo che si sia andati nella direzione di rendere Crema attraente, mirando ad un target nuovo di potenziali visitatori. Questo obiettivo può essere raggiunto, però, se il comune non si limita a chiedere risorse ai privati, ma se investe anche risorse proprie. Rinunciare, quindi, all’introito di qualche parcheggio o concedere il suolo pubblico alla manifestazione significa fare un investimento per la città, per le aziende cremasche e per i cittadini. Per rilanciare le nostre città e i nostri borghi occorre una visione prospettica, una strategia che passa anche dall’utilizzo “inconsueto” di spazi urbani, per sottolineare il carattere di straordinarietà e bellezza dei luoghi che abitualmente frequentiamo. C’è chi vorrebbe una città lentissima o addirittura statica. Aderendo alla logica di chi vuole vedere sempre il bicchiere mezzo vuoto e pensa solo al mancato introito dei parcheggi si dovrebbe ipotizzare una città in cui non si organizza più nulla. E’ quello che si vuole? Credo che su questo modello sia difficile trovare un consenso anche minimo.
Terza considerazione. Fare le battaglie politiche rientra nella logica democratica e nella dialettica tra maggioranza e opposizione. Ma ci piacerebbe – e questa volta come cittadini – che la “vis polemica” venisse orientata verso altri temi e non ad un perenne “tafazzismo” che vede promuovere l’autopenalizzazione a scapito della promozione turistica e commerciale della città. Essere sempre contro tutto non passa mai di moda e non costa nulla. Ma non porta neppure nulla di buono alla città.
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