Lo Stato chiede a Casale
una tassa da 8 centesimi
CASALE CREMASCO – L’ha girata un po’ tra le mani e l’ha anche riletta. Alla fine il sindaco di Casale Cremasco, Antonio Grassi, ha dovuto rendersi conto che quel che leggeva era vero: la direzione amministrativa bilancio e risorse, che è l’ente esattore dell’autorità per l’energia, gas e sistema idrico, vuole dal suo comune 8 centesimi. Gli ha inviato una lettera nella quale diffida il comune dall’evitare il pagamento, altrimenti prima saranno applicati gli interessi di mora e poi, se il comune persiste nel non versare il dovuto, i responsabili dell’ente creditore dovranno ricorrere al pignoramento. Non è una barzelletta e la notizia è provata dalla lettera che riproduciamo nell’articolo. La lettera è arrivata martedì in comune e ieri sul tavolo del sindaco. In essa si fa presente che al Ccse (l’ente dello stato in questione) non risultano pagamenti nel 2014 per un totale di 8 centesimi e che il comune deve provvedere a saldare il debito entro 30 giorni dalla lettera. Costo dell’operazione di rientro del debito del comune: stellare, in confronto a quel che è dovuto. Perché la lettera è una raccomandata che costa almeno 100 volte in più di quel che c’è da riscuotere. E se il comune non paga entro 30 giorni gli 8 centesimi, si deve provvedere al sequestro. Forse una matita basterà a pagare il debito…
Pgr
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