Arischiogatti, troppa grazia
Niente gattile, tanti gatti
Nell’articolo, una associata allatta un cucciolo di pochi giorni
CREMA – Troppa grazia S. Antonio, quello protettore degli animali, non l’altro. Proprio così, è il caso di dirlo, perché l’associazione Arischiogatti, da due anni sulla piazza cremasca
-lodigiana, grazie al suo impegno alla presenza in varie fiere e manifestazioni si è fatta ben presto conoscere. E, grazie alla sua serietà e capacità di organizzazione, sono in molti che ricorrono a loro, quando hanno un problema con qualche felino. Ma anche quando i gatti li trovano abbandonati, feriti, persi. Così, in poco tempo, l’associazione è diventata il parafulmine di tutti i problemi dei gatti del cremasco e non solo. Per la verità, oltre al problema, qualche soluzione doveva esserci, nel senso che il comune di Crema si era speso per ottenere il vecchio canile e darlo come sede proprio a loro. Sarebbe stata un’ottima cosa, in quanto le socie di Arischiogatti, una decina di persone, utilizzano sempre e solo casa loro come ricovero, magari momentaneo, dei gatti in attesa di accasamento.Però in questi giorni è arrivata la doccia fredda: il canile è dell’Enpa e non c’è alcuna intenzione di trasformarlo in gattile e tantomeno di cederlo in prestito gratuito all’associazione Arischiogatti. Un gran brutto colpo per le ragazze che nelle ultime settimane hanno salvato da morte certa una cinquantina di gattini, abbandonati da tutte le parti e che stanno cercando di far adottare tutti questi piccoli, una volta svezzati (ci vogliono un paio di mesi di cure assidue, quando un gattino di pochi giorni viene abbandonato. Si pensi che nelle prime due settimane si deve allattarlo ogni due ore). Ora le appartenenti a questa associazione sono davvero in serie difficoltà, perché non possono trasformare le proprie abitazioni in gattili, come non possono essere considerate le uniche referenti per le persone, cliniche comprese, che trovano o ricevono gatti abbandonati. Sono persone che lavorano, hanno una famiglia e degli impegni e donano gran parte del loro tempo alla cura dei gatti senza ottener alcun aiuto, tanto meno economico, da parte di enti, comuni, associazioni. La soluzione? Loro continuano nella loro opera di recupero e adozione, chi desidera ospitare un gatto si può far vivo con l’associazione (vedi facebook), e chi ha a disposizione un posto dove poter ospitare l’associazione, si faccia avanti.
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