Politica

Scrp, gare d’asta e consulenze
Tsunami di proteste, giuste

CREMA – C’è un proverbio tibetano che dice: Se una persona dice che sei un asino, non curartene; se te lo dicono in due, pensaci; se tre persone ti danno dell’asino, comprati la sella. Il proverbio potrebbe essere rapportato alla storia delle gare d’asta che Scrp sta indicendo da un anno a questa parte e che vanno tutte, immancabilmente deserte? Il fronte delle persone, politici e non, che la pensano a questo modo sta diventando imponente e far finta che non esistano è un atteggiamento sbagliato (vedi proverbio). Come è sbagliato cercare di impedire l’uscita delle notizie che riguardano quel che succede nelle riunioni, presenti i sindaci aderenti. Perché quel che succede è affare del cittadino che, come sempre, paga.

Le gare d’asta. Deserte perché, a detta di alcune società che hanno aderito alla manifestazione d’interesse e quindi erano ben disposte a partecipare, sono impresentabili. Per evitare l’ennesimo scivolone, visto che si deve indire un bando per l’affidamento della raccolta rifiuti, questione da milioni di euro, per essere chiari, cosa fanno i vertici di Scrp? Prendono dei consulenti. Troppi e, c’è da scommetterlo, troppo cari. Sul troppi non ci sono dubbi, basta contarli: due studi legali, due studi per il bando, un terzo studio legale per controllare i controllati e, addirittura, una persona assunta per coordinare tutti i consulenti. Proteste da parte di Antonio Agazzi, consigliere comunale di Crema, Federico Lena, consigliere regionale della Lega Nord, Piergiuseppe Bettenzoli, segretario cremasco di Prc, partito presente in maggioranza, sia pur con mal di pancia interni non da poco nell’amministrazione cittadina e, per ultimo, anche il deputato pentastellato Danilo Toninelli (in fondo all’articolo le loro rimostranze). E poi, in merito al contenuto del bando, nell’ultima riunione Antonio Grassi, giornalista e sindaco di Casale Cremasco, ha fatto presente che il bando dovrebbe premiare quella società che, nel nome dell’ambiente, non conferirà i rifiuti a un inceneritore. La risposta è stata imbarazzante, perché i consulenti hanno sostenuto che non sarebbe stato possibile, salvo poi scoprire, sempre da parte di Grassi, che non solo quanto chiesto è consentito, ma addirittura certificato da una normativa del 2014!

Quindi, un po’ d’ordine non farebbe male e un po’ più di attenzione in questo bando di gara per l’appalto dei rifiuti nel cremasco, roba che riguarda oltre 150mila persone, sarebbe gradita. Altrimenti, c’è sempre la sella.

Pgr

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Beppe Bettenzoli, Segretario del Circolo PRC di Crema:

 

In merito alla gara per l’affidamento del servizio di gestione ambientale integrata di rifiuti urbani e assimilati nei comuni soci di SCRP, il Direttivo del Circolo di Crema del Partito della Rifondazione Comunista, riunitosi il 4 giugno 2015, esprime le seguenti considerazioni. A prescindere dalla vicenda relativa ai conflitti di interesse, grandi come macigni, che riguardano il Direttore Generale di SCRP membro del CDA di LGH,  i Comuni cremaschi hanno affidato a SCRP la gestione della procedura ad evidenza pubblica per la scelta del futuro gestore. Stendendo un velo pietoso sui problemi legati alle consulenze pagate da SCRP, pertanto da tutti i cittadini, per realizzare la gara, non comprendiamo perchè non venga previsto un criterio premiante per le aziende/società che parteciperanno alla gara e che dichiareranno di non gestire un impianto di incenerimento dei rifiuti o, perlomeno, che si impegneranno formalmente, pena la revoca dell’aggiudicazione, a non conferire ad inceneritori frazioni di rifiuti raccolti nel territorio cremasco. Inoltre, riteniamo che debbano essere previste tariffe agevolate a favore dei cittadini che riducono la quantità dei rifiuti ( esempio, riducendo imballaggi e bottiglie di plastica ) e a favore di coloro che migliorano la qualità della differenziata. A Rifondazione Comunista sembra troppo bassa la percentuale prevista dei Comuni che verranno serviti entro il 2020 con il sistema della tariffa puntuale, solo il 20 %, riteniamo che entro tale data possano essere raggiunti almeno il 40 % dei Comuni aderenti.

 

Antonio Agazzi, consigliere di Servire il cittadino nel comune di Crema:

Finalmente! Mi conforta che un Sindaco, nello specifico Antonio Grassi, forse perché libero da vincoli e condizionamenti partitici – oltre che incline ad approfondire le questioni amministrative, anziché votare acriticamente – abbia fatto emergere pubblicamente, con dovizia di particolari, la dispendiosità, per i cittadini-contribuenti, delle Partecipate e di una modalità discutibile di gestire le medesime.

Spiace che lo debba fare il primo cittadino di Casale Cremasco-Vidolasco e non, per esempio, quello di Crema, Comune Capo Comprensorio per il territorio cremasco: da tempo, tuttavia, si è colto che il rinnovamento – quello autentico e non di facciata – del modo di amministrare non è in cima alle priorità di Stefania Bonaldi, deficitaria di coraggio politico e della capacità di contribuire – con tutto il peso che porterebbe con sé una presa di posizione del Comune di Crema in direzione di una discontinuità di metodi – a porre fine alla proliferazione di onerose consulenze, ambientali piuttosto che legali, pagate da S.C.R.P., ossia dai Comuni e quindi dai cittadini del Cremasco.

Vien da chiedersi quale sia il costo complessivo di tale pletora di esperti e da che cosa origini l’esigenza di ricorrervi in modo tanto considerevole: amici degli amici da beneficare? Necessità di sorreggere la struttura tecnica e amministrativa di S.C.R.P.?

Opportunamente, Antonio Grassi  ha ricordato le competenze, in campo ambientale e amministrativo, in capo alla ex Provincia di Cremona, grazie alle quali è stato redatto un ottimo Piano provinciale rifiuti: avvalersene per predisporre la gara relativa all’affidamento del Servizio di igiene urbana del territorio cremasco era proprio così impossibile e privo di logica?

E’ davvero scarso il rispetto dei cittadini-contribuenti – specie in una fase recessiva lontana dall’essere archiviata  – che denota la scelta di pagare lautamente società e studi legali di Varese, Padova, Firenze, Bergamo, avendo in casa…o vicino a casa comprovate professionalità: non è certo la condotta di un amministratore che si ponga, rispetto al tema dell’utilizzo delle risorse pubbliche, nella logica del buon padre di famiglia.

Se poi, a fronte di una richiesta assolutamente ragionevole e coerente con l’impostazione del bando di gara, nel quale assumono grande rilevanza la raccolta differenziata e la tariffa puntuale – quella cioè di introdurre un punteggio premiante in favore di imprese, partecipanti alla gara, non proprietarie di inceneritori -, il contributo “chiarificatore” di costoro si pone nel segno di un diniego non argomentato rispetto alla possibilità di inserimento di un tale parametro valutativo, allora si fatica ad allontanare da sé il dubbio che nulla sia casuale, che tutto sia funzionale a un percorso deciso altrove – non certo dall’Assemblea dei Sindaci – da qualche oligarchia politica, sulla testa dei cittadini e dei rappresentanti eletti dai medesimi.

Bene, comunque, che una voce si sia levata, originando almeno un dibattito trasparente che metta tutti – in primis il centro-sinistra, in capo al quale, oggi, risiedono le maggiori responsabilità di governo degli Enti Locali e delle Partecipate…dagli Enti Locali – di fronte alle proprie responsabilità: il cittadino attento potrà farsi un’opinione rispetto agli “innovatori” che circolano in seno alla classe politica anche locale, pronta a incensare a parole il buon Carlo Cottarelli  – già Commissario alla spending review di lettiana nomina e di renziano congedo – salvo contraddirne l’impostazione di fondo con i fatti.


Danilo Toninelli, deputato pentastellato

In questi giorni si sta definendo la politica della gestione dei rifiuti nel cremasco, una partita da centinaia di milioni di euro che deciderà il futuro del territorio in un ambito delicatissimo sia per la salute dei cittadini che per l’utilizzo delle risorse pubbliche, cioè delle loro tasse.
La procedura per la gara d’appalto è stata affidata alla SCRP, la società dei 51 Comuni del territorio Cremasco e della Provincia di Cremona, facente parte del gruppo LGH con le altre municipalizzate dei Comuni lombardi: negli incontri con i rappresentanti dei Comuni interessati si sono viste tante slides in cui si parla di obiettivi sul potenziamento della raccolta differenziata, secondo quanto aveva affermato lo stesso Sindaco Bonaldi parlando di Comuni a “rifiuti zero” quali esempio virtuoso di gestione dei rifiuti.

Ma quando dalle slides e le parole si passa ai fatti, ecco che le prime vengono smentite dai secondi. Nell’assemblea dei sindaci, chi non è allineato al dettato preparato da SCRP e ha voluto vederci chiaro si è trovato in una situazione paradossale: durante le riunioni si è chiesto di dare concretezza alle promesse e alle indicazioni programmatiche attraverso la previsione, all’interno del bando per la gestione dei rifiuti, di un punteggio premiante per le società che non siano proprietarie di inceneritori. Una previsione assolutamente ragionevole e in linea con i programmi volti al potenziamento della raccolta differenziata che è incompatibile con chi ha interesse a far soldi incenerendo e inquinando. Da SCRP sono giunte però risposte tanto perentorie quanto immotivate: non è possibile prevedere un punteggio premiante, dicono, con il supporto di importanti studi legali di Bergamo e Firenze, consulenti pagati con soldi pubblici, ma senza spiegare in modo convincente il perché. Quando la domanda è stata riproposta, nell’ultima riunione dei sindaci del 5 giugno, la risposta è stata altrettanto insoddisfacente: nessun dato o riferimento normativo concreto sul perché non si dovrebbe introdurre una previsione che attui l’indirizzo politico espresso e scoraggi modelli di smaltimento basati sugli inceneritori, favorendo quelli che invece ne fanno a meno, cosa che peraltro è in linea con le previsioni normative di tutti i vari livelli di governo, dal piano regionale sui rifiuti alle direttive europee in materia: da ciò ci sembra emerga una chiara volontà politica a favore della preparazione di una gara di appalto fatta “a misura di inceneritore”. A questo si deve aggiungere la volontà di nascondere quello che si sta facendo alle spalle dei cittadini dei Comuni delle provincie lombarde, emersa in una mail del Sindaco Bonaldi con la quale ha chiesto ai sindaci di non diffondere presso l’opinione pubblica i resoconti delle decisioni assunte nelle riunioni, data la delicatezza delle questioni trattate.

Federico Lena, consigliere regionale di Lega Nord

Premesso che qualsiasi consulente che si occupi di gestione rifiuti non può esimersi dal seguire le linee guida del Piano Regionale sui Rifiuti, trovo quanto meno singolare NON poter premiare ( in termini di punteggio nel bando ) società che non abbiano nei propri assets un inceneritore. Come sottolineato nell’ articolo è opportuno evitare in futuro fastidiose dietrologie. C’ è il rischio di discriminazione ? Probabilmente SI . Se, per esempio,  nelle scelte è premiante avere mezzi di trasporto rifiuti più moderni oppure aziende destinatarie di trattamento differenziata  più performanti economicamente è sicuramente discriminante in senso positivo. Anche avere un inceneritore è avere qualcosa in più ma, concettualmente non può essere penalizzante. Come se ne esce ? Premialità sulle REFERENZE ovvero chi NON ha inceneritore ha molte più possibilità di aver impostato il proprio business dei rifiuti sulla differenziata spinta quindi valorizzazione di quantitativi di differenziata trattati. Questi però sono tecnicismi che lascio volentieri a chi sarà investito dell’ onere di controllare / verificare il bando ( lato SCRP ) ma le perplessità che mi è venute leggendo l’ articolo di Grassi sono : Possibile che in SCRP non ci siano competenze tali da poter garantire almeno la scelta delle componenti presentate all’ assemblea dei sindaci ?

Le consulenze costano care : SCRP gode di così buona salute ?

Le consulenze esterne evidenziano limiti di professionalità nell’ ambito della società partecipata ?

Ai sindaci cremaschi l’ ardua sentenza …

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