Ultimo buco fatale per un cremasco
41enne spinese muore per overdose
SPINO D’ADDA – L’ha visto un ciclista che stava passando di lì, dentro a un cespuglio a faccia in giù. Con lui una donna che barcollava. Ha chiamato i soccorsi, ma per l’uomo più nulla da fare, mentre la donna è riuscita a salvarsi. Forse la causa delle morte è la qualità della droga che i due si sono iniettati. Lui, Cristian Sambusida, 41 anni domiciliato a Spino d’Adda, ma senza fissa dimora, in cura al Sert di Crema non ce l’ha fatta; lei 55 anni bresciana che da qualche tempo faceva coppia con il cremasco, anche lei tossica e in cura in vari Sert, invece è stata salvata. Il cadavere del cremasco è stato messo a disposizione dell’autorità giudiziaria milanese che ne ha ordinato l’autopsia. Il fatto è successo mercoledì nella mattina a Pantigliate, di fianco alla Paullese, esattamente di fronte al centro commerciale. Questo ciclista era sulla strada quando ha visto dal campo uscire una donna che sembrava stravolta e neppure in grado di reggersi in piedi. Si è fermato per soccorrerla, pensando fosse rimasta vittima di un incidente e poi ha visto a pochi metri da lei un uomo riverso a faccia a terra. Ma non vi erano auto in giro. Immediatamente il ciclista ha chiamato i soccorsi. Ambulanza e auto medica sono arrivate subito e mentre la donna veniva portata al pronto soccorso, un medico si affannava per cercare di rianimare il cremasco, ma dopo oltre mezz’ora ha dovuto arrendersi. A quel punto la questione diventava lavoro per i carabinieri di S. Donato che addosso all’uomo hanno trovato un biglietto del Sert di Crema presso i cui uffici i militari hanno ottenuto le informazioni necessarie al riconoscimento. Secondo una prima ricostruzione i due si erano recati nel milanese per acquistare la droga che poi si erano iniettati nel campo a margine della Paullese. Infatti, vicino al cadavere sono state trovate delle fiale e una siringa. Non improbabile che la droga acquistata sia stata di qualità scadente o tagliata con sostanze velenose e per questo fatale per un organismo ormai molto debilitato. L’autopsia ordinata dal magistrato darà le risposte attese.
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