Soncino, percentuale del 67.61%
Hanno votato 4261 su 6302
Un suggestivo scorcio dei portici di Soncino, nei pressi del municipio
SONCINO – Rallenta in serata la partecipazione al voto e si ferma al 67.61% con 4261 soncinesi che si sono recati alle urne per scegliere il sindaco contro 6302 aventi diritto. Questo significa che un soncinese su tre non è andato a votare, in calo come in tutta Italia, anche se qui il disamoramento al voto è un po’ meno drammatico.
I primi risultati dopo la mezzanotte.
Si mantiene molto alta la percentuale di votanti a Soncino, dove alle 19 hanno votato oltre la metà degli aventi diritto, cioè 5498 elettori per una percentuale del 55.5%. Il dato è significativo dell’interesse e della volontà di partecipare alla scelta del sindaco da parte della cittadinanza. Adesso, ultime ore per esprimere la propria preferenza. Si chiude alle 23 e si comincia subito lo spoglio. Il risultato è previsto prima dell’una.
Oltre il 26% di votanti in città a mezzogiorno, con una percentuale che è quasi il doppio di quella nazionale e che ha visto 1661 soncinesi andare a votare per la scelta del prossimo sindaco. Un solo caso curioso con una anziana che si è recata ai seggi intorno alle 8 e ha accusato un malore prima di esprimere la propria preferenza. Ma quando è arrivata l’ambulanza la donna si è ripresa e non si è fata ricoverare ma ha espresso il suo voto ed è tornata a casa.
Al voto, al voto! Dopo dieci anni di egemonia sul Gran Ducato, come lo definiva lui, Soncino va al voto per cercare il sostituto di Francesco Pedretti, sindaco generoso che molto si è speso per il suo paese, fino a farlo diventa città. Uomo di polso, leghista della prima ora senza se e senza ma, Pedretti ha lavorato molto e bene, non senza critiche, come è naturale, ma riconosciuto da tutti con persona onesta e capace. Non parco di boutade, come quando invitò la Nato, alle prese con problemi di ampliamento della suda base veronese, a venire Soncino, Pedretti comunque è uno che ha agito e fatto. Ai posteri la sentenza sul particolare e per quanto riguarda il generale, Pedretti può considerarsi soddisfatto.
Adesso c’è la corsa alla sua sostituzione, visto che l’uomo non è più eleggibile e si è fatto da parte, dichiarando di non essere disponibile per alcuna carica. Ha bisogno di riposare un po’, anche se in molti credono che si riposerà poco. Alla sua successione corrono in tre. Mentre per il centrodestra non ci sono state troppe discussioni, il delfino era annunciato da tempo in quel Gabriele Gallina impegnato da anni in politica, a sinistra i problemi sono stati moltissimi. A gennaio sono state fatte le primarie a cura del Pd che ha visto il proprio candidato andare sotto di brutto a favore di Gabriele Moro e del suo gruppo Cambia Soncino. Ma la vittoria e l’alleanza è durata pochissimo, sommersa dai mugugni e minata alla base da chi non accettava il verdetto delle urne. Così dapprima Roberto Grazioli si è staccato dal gruppo, denunciando per diffamazione Gabriele Moro e minacciando di andare alle urne con una lista propria e poi il capogruppo del Pd locale, Marco Roccatagliata, ha fatto il grande strappo andando a candidarsi nella lista di Carla Urgesi, Buongiorno Soncino, contro il suo stesso partito che, a livello provinciale e per bocca del segretario Matteo Piloni, davano il loro pieno appoggio a Moro. Lotte e vendette consumate, domani dalle 7 alle 23 si vota per scegliere il prossimo sindaco. Sette i seggi dei quali uno speciale alla casa di riposo, uno a Gallignano e cinque nella scuola Giovanni XXIII per 6302 soncinesi attesi a esprimere la propria preferenza. I risultati sono previsto da mezzanotte all’una.
Pgr
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