Sparita la provincia
arriva il Cremasco, forse
Il sindaco di Crema Stefania Bonaldi, incaricato di tirare le fila della possibile area vasta del cremasco
CREMA – Voglia di indipendenza. Si è respirata ieri sera a Pieranica, dove una cinquantina di sindaci hanno detto sì all’area vasta del cremasco. Per il momento senza i soliti distinguo che alla fine portano a non farne mai nulla. E a far fregare mani e piedi a Cremona, vedasi l’ultimo caso, quello dello scippo del tribunale. Ma ieri la cinquantina di sindaci hanno detto di essere d’accordo sul fatto di mettere allo studio un territorio che possa diventare sempre più autonomo, sempre più autosufficiente con i suoi servizi al cittadino. Compito a casa per alcuni sindaci che rappresentano il gruppo è studiare un documento nel quale si esplichino le linee guida della zona, documento che verrà presentato nei singoli consigli dei singoli comuni perché sia approvato. Fatto questo, si parte. Per dove? Be’ per la campagna acquisti perché con 160mila abitanti difficilmente si va da qualche paese, ma se al territorio cremasco si comincia ad aggregare qualche paese limitrofo, allora i numeri diventano più rotondi e interessanti. Per esempio, come ha detto il direttore generale del nostro ospedale, se si aggrega il soresinese si arriva vicino a quota 200mila abitanti e allora… per il momento si discute, nella speranza che la discussione si, almeno questa volta, snella, veloce e decisiva. Perché prima si mettono insieme le linee guida e prima si discutono nei comuni; prima vengono approvate e prima diventano operative. E quando ci sarà la possibilità di contare su un buon numero, allora non solo il nostro ospedale, eccellenza in molti campi, non dovrà più temere di diventare una succursale svuotata di Cremona o, peggio ancora, di Mantova, ma si potrà anche andare, per una volta tutti insieme e tutti d’accordo, a chiedere a Roma di restituirci il nostro tribunale. Anche con quelle persone che hanno detto che ormai è morto e sepolto. Perché in Italia niente è talmente morto da non poter resuscitare. O, per dirla con un proverbio americano, nulla è talmente rotto da non poterlo aggiustare.
Pgr
©RIPRODUZIONE RISERVATA