Meno classi prime in città
Retescuole e le responsabilità
La scuola alla Valcarenga
CREMA – Classi prime promesse e soppresse, ma non solo. Ecco il parere di Retescuole.
In relazione al caso della riduzione di sezioni alla Scuola Media “Vailati” di Crema, in questi giorni al centro dell’attenzione cittadina, Retescuole Crema precisa che la situazione che si è venuta a creare non è responsabilità di chi ha cercato e sta ancora cercando di risolvere il problema del riutilizzo dell’ecomostro della Valcarenga (che, forse è bene ricordarlo, non è lì per caso, ma per una scelta politica tesa a sottrarre risorse pubbliche a favore del privato), ma della politica scolastica del ministro di centro-destra del MIUR, Gelmini, che nell’ambito della più grande salasso di risorse alla Scuola Pubblica operata dal dopoguerra ad oggi (circa 8 miliardi di euro) ha ridotto il numero di cattedre ed ha aumentato il numero di alunni per classe accentuando il fenomeno (per altro già presente) delle cosiddette “classi-pollaio” (da tempo oggetto di denuncia da parte di Retescuole e di altre organizzazioni sindacali e politiche), che è la vera causa del caso “Vailati”.
E questo in aperto contrasto con la legge dello Stato che stabilisce (D.M. 18-12-1975) quanto segue:
Un’aula scolastica risulta sovraffollata quando in presenza delle seguenti situazioni:
- Classi formate con più di 25 alunni
- Aule con dimensioni inferiori a 45 mq netti (48 mq per le superiori) + 2mq per ogni persona presente in aula diversa dall’alunno (insegnate di sostegno, compresenza, ecc.) e con numero di alunni superiore a 25.
- Classi formate con qualsiasi numero di alunni (sempre al di sotto dei 25) ai quali non viene garantito l’indice minimo di 1,80 mq procapite e di 1,96 mq procapite per le superiori.
Il decreto Gelmini impone a presidi e direttori di formare classi prime fino a 29 alunni nella scuola primaria, fino a 30 alle medie e a 33 alle superiori in aperta violazione della normativa vigente e in totale spregio di quella “sicurezza” tanto decantata dai politici di centrodestra quando ci si riferisce a immigrati e rom. Inoltre spesso non si tiene in alcun conto del numero degli alunni diversamente abili presenti in una classe. Come avevamo ampiamente documentato in una nostra inchiesta nel cremasco, fatta in collaborazione con il mondo dell’associazionismo, relativa all’inclusione dei disabili a scuola
Una vera riforma veramente “epocale”( termine abusato all’epoca dal ministro Gelmini) della scuola italiana non potrà mai prescindere da una drastica riduzione del numero di alunni per classe (20-22 massimo) e non si può fare a meno di osservare come anche la tanto esaltata (soprattutto dalla destra) riforma renziana della “Buona Scuola” non affronti nemmeno il problema, se non a parole.
Mentre il Governo Renzi promette più insegnanti in tutte le scuole, pari ad un aumento dei posti di quasi l’8% per ogni scuola, nel frattempo si sta producendo un organico di diritto ridotto all’osso.
I vari ambiti territoriali stanno lavorando, con calcolatrice alla mano, sugli organici di diritto 2015/2016. Tutte le cattedre sono state fatte, cercando di non concedere ore eccedenti a nessuna classe di concorso e riportando in modo rigido e vincolato le cattedre alle canoniche 18 ore.
Sono in sofferenza non solo le Vailati e le Galmozzi, ma tutte le scuole del nostro territorio e a livello nazionale. Anche in questo caso ci troviamo di fronte ad una continuità incredibile fra i governi del centro destra e la politica del premier Renzi.
E’ triste osservare come alcuni politici locali di fronte a problematiche che affondano le radici in strategie di politica scolastica non solo mai contestate, ma si presume a suo tempo entusiasticamente sostenute, con una straordinaria capacità di rimozione ne approfittino per polemichette di corto respiro.
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