Cronaca

Allo Sraffa l’Aima
parla dell’Alzheimer

Le rappresentanti dell’Aima di Crema Maria Dragoni e Gloria Regazzi intervenute allo Sraffa

CREMA –  Sensibilizzare i ragazzi e informarli sulle varie attività delle associazioni che operano nel terzo settore: allo Sraffa il corso socio-sanitario prosegue negli incontri di approfondimento con i rappresentanti delle associazioni che operano sul territorio e sabato è stata la volta dei rappresentanti della sezione di Crema dell’Aima (Associazione Italiana Malattia Alzheimer), che quest’anno festeggia i suoi 20 anni di attività. Presenti Maria Dragoni e Gloria Regazzi, rispettivamente presidente e vice presidente della locale sezione dell’Aima, le quali hanno esposto le loro iniziative alle classi seconda e terza del corso socio sanitario, che nelle scorse settimane avevano già incontrato le delegazioni di Telethon e Aism. In particolare, prima è stato fornito agli studenti un quadro generale della condizione degli anziani nella società e poi l’attenzione si è spostata sulla realtà del malato di Alzheimer e su ciò che fa la sezione Aima di Crema, attiva presso la sede della Fondazione Benefattori Cremaschi e presso l’ospedale Maggiore con un proprio info point (adiacente l’ambulatorio Unità valutazione Alzheimer). L’Aima Crema, hanno sottolineato Dragoni e Regazzi, assicura sostegno ai familiari dei malati di Alzheimer, oltre che accoglienza agli stessi e ricerca continuamente un rapporto diretto con le scuole. Infatti, da diversi anni sono molteplici gli incontri con gli studenti dei vari Istituti, dalla primaria, alle scuole superiori: “La sensibilizzazione delle giovani generazioni è fondamentale – evidenzia Maria Dragoni – rispetto a problematiche non lontane dalla quotidianità dei ragazzi, infatti visto l’incidenza della malattia, sicuramente qualche studente avrà in famiglia un nonno o una persona vicina, affetto da questa patologia”.

Nel corso dell’incontro si è affrontato anche il tema della diffidenza, che talvolta le famiglie degli ammalati hanno nel parlare della loro esperienza all’esterno: “Attraverso occasioni come queste – conclude Maria Dragoni – ci aspettiamo un rimando positivo, per cancellare lo stigma dell’Alzheimer”.

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