Cronaca

Investimento di don Emilio
Polstrada risolve il caso

Don Emilio con il tutore, dopo l’incidente, ora risolto dalla Polstrada

CREMA – Caso risolto, ma con molti colpi di scena, per l’investimento di don Emilio, il parroco del Duomo protagonista di un incidente stradale mercoledì scorso, quando venne investito da un’auto poco dopo il semaforo di Porta Ombriano, auto che se ne andò senza soccorrere il parroco e senza lasciare il nominativo del guidatore. Così almeno era stata raccontata la vicenda dallo stesso protagonista che, una volta arrivato a casa, aveva dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso, dove i medico gli avevano diagnosticato una microfrattura alla spalla guaribile in un mese e applicato un tutore. Nel frattempo l’investitrice aveva chiamato a casa sua, trovando la sorella alla quale aveva chiesto informazioni sulle condizioni del parroco, senza però lasciare il suo recapito. Sin qui la storia raccontata all’inizio, che però, dal momento nel quale la Polstrada si è interessata alla vicenda, ha cominciato ad assumere aspetti ben diversi.

“Ho visto quel che è successo dopo l’investimento – ci dice un testimone che abbiamo trovato – e devo dire che l’auto non è scappata, ma si è fermata a qualche metro dal parroco il quale si è rialzato, ha detto che stava bene e che voleva andare a casa dalla sorella e si è incamminato aiutato da una signora, verso il centro. A quel punto l’auto si è allontanata”. Ma la Polstrada ha scoperto di più. In un paio di giorni è riuscita a rintracciare la targa dell’auto, una Alfa Romeo 147 e a risalire alla sua proprietaria, una donna di 39 anni di Dovera. Contattare la donna è stato più difficile, perché non rispondeva al cellulare,  ma alla fine gli agenti l’hanno trovata e portata al distaccamento di Crema, dove l’investitrice ha raccontato quel che era successo e ha rivelato di aver lasciato i propri recapiti a un’altra donna presente all’investimento che avrebbe dovuto fornirle alla Polstrada. Che però nessuno aveva chiamato e che sul luogo del sinistro non è mai andata. Sentita anche la persona in questione, questa ha confermato quanto affermato dall’investitrice. A quel punto è caduta l’accusa di fuga e omissione di soccorso e la donna è stata multata solo per aver provocato il sinistro. Adesso la vicenda riguarda solo l’assicurazione che dovrà trattare il risarcimento, ma l’investitrice ha evitato un’accusa grave che l’avrebbe portata in tribunale.

Pier Giorgio Ruggeri

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